Etichetta di provenienza sugli alimenti: finalmente è un obbligo

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etichetta di provenienzaL'etichetta con tanto di provenienza degli alimenti è finalmente un obbligo. Dopo i recenti scandali alla "diossina", l'Unione Europea decide che è ora di tutelare i consumatori con informazioni sempre più chiare e attendibili in merito all'orgigine degli alimenti. Un punto a favore anche per il "made in italy" e per le imprese che puntano sulla qualità.

La sicurezza alimentare è uno dei temi più a cuore delle Associazioni dei consumatori. La produzione spesso risponde a lociche di profitto che badano poco alle questioni della salute. Dal vino senza uva, all'aranciata senza arance fino al gelato che non si squaglia, qualcosa non torna!

Secondo l'Adoc, Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori “Prevedere come obbligatoria l'indicazione del luogo d'origine e provenienza, sia dei prodotti trasformati che non, è fondamentale per tutelare la salute e i diritti del consumatore e il "Made in Italy” – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – ma le sanzioni previste in caso di violazione degli obblighi di legge ci appaiono irrisorie e non sufficienti ad un’azione di dissuasione. Ad ogni modo crediamo che gli importi ottenuti dalle sanzioni debbano andare a finanziare le attività di Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Autorità preposte ai controlli, al fine di far continuare a svolgere la loro eccellente funzione sempre meglio. Le loro azioni a difesa dei diritti e della salute dei consumatori e del Made in sono imprescindibili.”


"La decisione della Ue dello scorso marzo - prosegue il presidente - di eliminare i profili nutrizionali relativi ai grassi, agli zuccheri e al sale degli alimenti, sono tutti interventi che dimostrano come l’Unione Europea sia capace solo di far prevalere la logica delle grandi multinazionali a discapito dei diritti dei consumatori e del Made in Italy”.

 

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