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PostHeaderIcon Bat box: dare una casa ai pipistrelli per sconfiggere le zanzare




alt Ospitare piccoli pipistrelli per sferrare una lotta dura (ma eco compatibile) contro le zanzare. Un pipistrello riesce a mangiare circa 200 zanzare a notte. Nasce così l'idea di "ospitarli" in delle piccole casette di legno collocate in giardino o sulle pareti esterne degli edifici.
Certo, qualche pipistrello non debellerà definitivamente le zanzare ma terrà sotto controllo la crescita della popolazione.
E a quanto pare sono molto più efficaci di zampironi e vai insetticidi, dannosi anche per l'ambiente.
Sono in vendita (perfino alla Coop a 27 euro al pezzo) le cosidette BAT box, casette in legno per pipistrelli.

Le bat box sono il frutto della ricerca e dell'idea di un gruppo di ricercatori del Museo di storia naturale dell'Università di Firenze, sezione di Zoologia "La Specola", che hanno studiato le specie di pipistrelli italiani. Queste scatolette di legno offrono una tana ai pipistrelli che, appena ne trovano una, la utilizzano come rifugio diurno. E la notte predano zanzare.
Il risultato immediato è meno zanzare intorno e meno insettidici da spargere pe casa e nell'ambiente.

Molti comuni nel nord Italia hanno sposato la lotta ecocompatibile alle zanzare installando casette un pò ovunque.
Adesso pare che anche i privati cittadini si stiano organizzando da sè e installano bat box nelle proprietà private.

Prima di sistemare in un luogo una BAT box è meglio seguire attentamente le istruzioni.
Consigli per costruire da sè una bat box
 

PostHeaderIcon Smaltimento dei rifiuti elettronici: dal 18 Giugno si cambia

raeeOgni anno in Italia si producono circa 15 Kg pro capite di rifiuti elettronici, detti RAEE: cellulari, computer, televisioni, lettori mp3, fotocamere. Di questi, solo 1.5 chilogrammi vengono smaltiti correttamente; la restante parte viene ammucchiata nelle discariche rilasciando nel corso degli anni mercurio, cadmio, bromo, piombo, silicio.

Le leggi esistono e i comuni hanno il dovere di ritirare i rifiuti elettronici in modo gratuito. Ma il servizio è talmente lento che non è difficile incontrare per le strade di campagna vere e proprie discariche a cielo aperto di materiali altamente inquinanti.

E' di qualche giorno fa il decreto legge che impone, finalmente, a tutti i punti vendita di elettronica ed elettrodomestici il ritiro gratuito degli elettrodomestici ormai dismessi.

Dal 18 Giugno potrete acquistare in totale libertà una nuova televisione, un nuovo frigorifero o un nuovo computer e consegnare direttamente nel punto vendita il materiale ormai non più funzionante. Sarà poi cura del negozio smaltire correttamente tale rifiuto.

Il discorso vale anche per chi acquista materiale elettronico on line: sarà dovere del negoziante ritirare gratuitamente il vecchio elettrodomestico.

 

PostHeaderIcon Guerrilla gardening: bombe di semi per spargere fiori nelle aree incolte

alt Fiori sparsi per tutti gli angoli della città. E non solo nelle aiuole ben coltivate, anche - e sopratutto - nelle zone dimenticate e meno piacevoli alla vista.
Basta lanciare delle vere e proprie bome di semi. E anche laddove c'era solo terra incolta nasceranno bellissimi fiori.
L'idea è tutta americana e già spopolano i distributori autormatici di palline pieni di semi. Chi compra la "bomba di semi" può lanciarla in giardini, aiuole abbandonate e far sì che piccole aree tornino a vita nuova, grazie ai colori e ai profumi dei fiori. E' un'operazione di guerrila gardening!
Fiori e colori contro la brutture e il degrado!

Le famose "bombe di semi" possono anch essere preparate a casa.
Si mescola un’abbondante dose di semi con compost ed argilla in proporzione 1 a 5, si aggiunge a poco a poco acqua, si impasta e si ricavano le “bombe”, che vanno lasciate seccare prima di buttarle nelle aiuole.

E che i colori e i profumi della primavera inondino tutta la città!

L'immagine è tratta da
http://selvaggia-mente.blogspot.com/2008/12/guerrilla-gardening.html

 

PostHeaderIcon Emergenza carenza d'acqua: diminuiamo ogni giorno gli sprechi!

alt L'acqua non basta. E il nuovo dossier "2012 Water Scarcity and Droughts - Policy Review" passa al setaccio le azioni adottate dagli Stati membri nella lotta alla carenza idrica e alla siccità.
Ma non solo. Ognuno di noi può fare un gesto concreto per salavaguardare una delle risorse più importanti per la vita: l'acqua.
Non stare troppo sotto la doccia, non lasciare scorrere l'acqua inutilmente mentre si insaponano i piatti.
Sono solo alucni dei piccoli esempi.

Secondo la Commissione europea in molte aree dell'Unione e in particolare in quella mediterranea, l'equilibrio tra domanda di acqua e risorse idriche disponibili ha raggiunto un punto critico: la penuria di acqua e la siccità sono diventate sfide cruciali aggravate dalla tendenza dei cambiamenti climatici.

La Commissione europea ricorda che da anni esercita pressioni affinchè gli Stati membri adottino politiche in questo campo, per quanto riguarda le tariffe, il miglioramento degli strumenti di gestione idrica, misure in materia di efficienza e risparmio idrico, anche mediante l'introduzione di requisiti obbligatori per i dispositivi che utilizzano acqua nell'ambito dell' estensione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, in modo da permettere un notevole risparmio.

Raccomanda quindi l'applicazione dei dispositivi domestici che utilizzano acqua, con i quali sarebbe possibile ridurre il consumo idrico totale del 19%, pari ad una diminuzione del 3,2% del volume di acqua estratto ogni anno nell'Ue.
Riducendo il consumo idrico dei prodotti connessi al consumo di energia, come rubinetti, docce e vasche, si potrebbe anche ridurre del 20% il fabbisogno di energia necessaria per riscaldare l'acqua; infine, modificando la durata delle docce, la frequenza dei bagni o l'utilizzo dei rubinetti, il consumo di acqua potrebbe ridursi del 20-30 per cento circa.
La Commissione sta avviando diverse attività preparatorie in vista del riesame della politica in materia di carenza idrica e siccità, previsto per il 2012, soprattutto in vista degli obiettivi di efficienza e, in particolare, della possibilità di ridurre i consumi negli edifici, di contenere le perdite d'acqua e di incentivare un uso efficiente dell'acqua in agricoltura.

I risultati di queste attività confluiranno in un modello per la salvaguardia delle acque dell'Ue previsto per il 2012, nel riesame dell'attuazione della direttiva quadro sulle acque e in un esame della vulnerabilita' delle risorse ambientali (in particolare acqua, biodiversità e suolo) agli impatti dei cambiamenti climatici e ad altre pressioni antropiche.
 

PostHeaderIcon Tonno in scatola: le marche che rispettano l'ambiente e le specie marine

alt Il tonno in scatola non manca mai nella dispensa di studenti, lavoratori ma, anche in quella delle famiglie. E' di gran lunga la conserva ittica più venduta al mondo.
Facilissimo da consumare, in insalata o con la pasta, si presta per diverse - e sbrigative - ricette.
Non tutte le marche di tonno in scatola sono però "sostenibili".
Molte aziende non rispettano alcuni criteri di base per limitare l'impatto della pesca sull'ambiente.

La pesca al tonno minaccia le risorse sovrasfruttando gli stock di tonno e catturando esemplari immaturi e danneggia l’ecosistema marino causando ogni anno la morte di migliaia di squali, tartarughe marine e altre specie. La “classifica rompiscatole” di GREENpeace vuole spingere le imprese verso una maggiore sostenibilità e orientare i consumatori ad acquisti più responsabili.
Ecco le marche che meritano i primi posti della classifica.

AsdoMar, già tra i primi in classifica, ottiene il punteggio di 4,8 e conquista il primo posto per aver dato prova di trasparenza rispetto alle proprie scelte ed essere uno dei pochi che utilizza in parte dei propri prodotti il tonnetto striato - specie considerata in buono stato - pescato con metodi sostenibili (lenza e amo). Al secondo posto c'è il tonno in scatola della Coop, con punteggio di 4,7. Terzo arriva Mareblu, con 4,4 punti. Anche Esselunga inizia ad adottare dei criteri per cercare di diminuire l'impatto che la pesca al tonno ha sull'ambiente: ha deciso di non comprare tonno trasbordato in mare, essendo questa una pratica che favorisce molto spesso attività illegali. Dopo Esselunga, che è quinta in classifica, c'è San Cusumano.
Callipo passa nella zona "arancio" perché ha sviluppato una politica per l'approvvigionamento sostenibile. Consorcio si apre al dialogo, lasciando il fondo della classifica. Passi avanti anche tra i più grandi! Bolton che, con il marchio Riomare copre più del 30% del mercato, si è impegnata formalmente a predisporre prima della fine dell'anno una politica di sostenibilità. Nostromo invece, secondo marchio più venduto in Italia, rimane sul fondo della classifica, insieme a tonno Mare Aperto della Star, non avendo fatto alcun passo avanti.



 
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