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Sapone in casa: delicato ed eco

sapone Fare il sapone in casa un tempo non era un vezzo. Ma una necessità. Oggi tra schiume e creme quasi nessuno compra più del sapone. 

Dimentichiamo, però, che il sapone fatto a mano è molto più delicato sulla pelle e non inquina come i detergenti industriali.
Certo bisogna conoscere bene le dosi e stare attenti con gli ingredienti. Sopratutto, non si scherza con la soda caustica.
Tra gli ingredienti fondamentali per fare il sapone c'è, appunto, la soda caustica, grassi e oli. E dei liquidi per sciogliere la soda caustica, dall'acqua al te fino ad arrivare al latte.

Esistono due metodi per procedere: a freddo e a caldo.
A freddo è il più semplice e di seguito proponiamo la ricetta tratta dal sito: www.ilmiosapone.it


Abbiamo visto il sito di Patrizia Garzena, una vera miniera di informazioni sull'arte del sapone. Ci sono tabelle, dispende scaricabili gratuitamente, per conoscere le proprietà degli oli e dei saponi.
Patrizia cura il sito dal gennaio del 2001, oltre a scrivere libri sull'argomento.

Perché ho deciso di fare il sapone in casa?

Perché mi permette di scegliere solo gli ingredienti più naturali per la mia pelle, perché è un modo per riappropriarmi di gesti e saperi antichi. Perchè fare il sapone è divertente, rilassante e creativo.

Perché amo il sapone fatto in casa?
Perché mi ha fatto toccare con mano la ricchezza della biodiversità. Perché è un prodotto delicato con la mia pelle e che rispetta l'ambiente. Perché posso crearlo seguendo la mia fantasia. Perché mi restituisce una dimensione etica e sostenibile della produzione.

Perchè autoprodurre è meglio che comprare?
Dal 2001 in casa mia hanno smesso di entrare detergenti e detersivi commerciali. Per via della mia scelta il sistema industriale e commerciale ha lavorato di meno: meno plastica è stata prodotta e smaltita, meno materie prime di derivazione sintetica sono state create, meno energia è stata necessaria per i processi industriali e per i trasporti. L'alternativa al consumo non è il "consumo alternativo" ma il "non-consumo" e un ritorno all'autoproduzione dei beni primari. Una piccola scelta che può cambiare il mondo.


FACCIAMO INSIEME UN SAPONE

Ingredienti fondamentali:
- 1 chilo di olio di oliva
- 128 grammi di soda caustica (NaOH)
- 300 grammi di acqua

Ingredienti facoltativi:
- 10 ml di olio essenziale di lavanda - 1 cucchiaio di farina di riso - 1 cucchiaio di fiori secchi di lavanda tritati

  • Fase 1: preparare l'area di lavoro
    Il posto ideale per fare il sapone è la cucina perché c'è a portata di mano tutto quello che serve. Sgombrate il piano di lavoro, copritelo con vecchi giornali o con strofinacci. Indossate i guanti e tenete a portata di mano la mascherina e gli occhialini. Tirate fuori tutte le attrezzature e gli ingredienti, disponendoli a portata di mano.
  • Fase 2: preparare la soluzione caustica
    Indossate guanti, mascherina e occhialini; in una tazza larga pesate con assoluta precisione la soda caustica. Nella caraffa di pirex pesate l'acqua. Mettete la caraffa sul fondo del lavello. Versate poco a poco la soda nell acqua, mescolando in modo che si sciolga bene. Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino ad 70/80 gradi. Riponete il contenitore coperto in un luogo sicuro a raffreddare
  • Fase 3: preparare i grassi
    Mettete la pentola di acciaio sulla bilancia e, con assoluta precisione, pesate l'olio. Mettete la pentola sul fornello. Fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L'olio non deve scaldarsi troppo.
  • Fase 4: preparare gli ingredienti facoltativi
    Mentre la soluzione caustica raffredda e il grasso si riscalda, misurare l'olio essenziale di lavanda. In una tazzina mescolare l'olio essenziale con la farina di riso. Tritare finemente i fiori secchi di lavanda.
  • Fase 5: versare la soluzione caustica nei grassi
    Indossate guanti, mascherina e occhialini, con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando entrambe sono a 45 gradi, versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio di legno. Ora è il momento di passare al frullatore a immersione; fate attenzione agli schizzi e mescolate pochi secondi per volta, alternando pause per controllare lo stato del sapone e per evitare che il motore si scaldi.
  • Fase 6: il nastro
    Questo è un punto cruciale per tutti i saponai! Mentre frullate, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso. Ad un tratto, togliendo il frullatore e facendo colare un po' di miscela nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Questa "traccia" è il nastro. Adesso potete aggiungere tutti gli ingredienti facoltativi che avete previsto: posate il frullatore, prendete il cucchiaio e mescolate piano mentre versate l'olio essenziale nel sapone e poi aggiungete i fiori tritati.
  • Fase 7: il gel
    Dopo aver aggiunto velocemente gli ingredienti facoltativi, versate il sapone fresco nello stampo. Isolate bene con coperte perchè stia caldo. Dopo qualche ora il calore prodotto dalla reazione chimica trasformerà il sapone in una massa traslucida e gelatinosa: è la cosiddetta "fase del gel". Questa è una reazione che avviene mentre il sapone è dentro la coperta ma è molto importante perchè i saponi che non vanno in gel impiegano più tempo a maturare e possono essere meno gentili con la pelle. Se usate stampi piccoli isolateli singolarmente perchè il calore si conservi bene e il sapone arrivi al gel. Isolate poco solo se avete usato ingredienti zuccherini (latte, miele) per evitare un surriscaldamento.
  • Fase 8: stagionatura
    Lasciate il sapone coperto nello stampo per 48 ore. Dopo sformatelo e lasciatelo maturare all'aria in un ambiente asciutto e fresco. La saponificazione si completa nel giro di un paio di settimane ma la stagionatura ottimale di un sapone di olio di oliva è di 6-8 settimane. Stagionando il sapone migliora in compattezza, tenuta e delicatezza. Il sapone è come il vino, più invecchia e meglio è!