Low Music & Spaces
The Maniacs : alla scoperta di "Cattive madri"

Scritto da antonio giovanditti   

 

MANIACSCOVERRiccardo Danieli (chitarra e voce), Davide D'addato (batteria e voce) e Cisco Molaro (basso e voce) sono THE MANIACS ed hanno pubblicato lo scorso 7 maggio 2012 il loro secondo album dal titolo "Cattive madri".

Chi li conosce dai loro esordi si accorgerà da subito che la band meneghina ha introdotto in queste quattordici canzoni il cantato in italiano. Ma questa non è la sola novità: il trio mette da parte l'approccio punk-rock approdando verso sonorità più rock-blues. Il power trio propone ritmiche cupe ed ossessive accompagnate da atmosfere eteree: questo comporta una difficile catalogazione sotto un unico genere. Nell'album si possono trovare, infatti, brani poderosi, ritmicamente potenti e un sound che aggredisce ("Il lungo addio" e "L'imperatrice"). Si cambia registro ed attitudine poi in "Se tutti urlano" in cui i tre armonizzano con le loro voci. Ci sono inoltre brani melodici, potenti, tirati, molto rock ("Bellezza", "Mi sembra di impazzire", "Odio" e "Tu eri, io Ero"). C'è spazio anche per una bellissima ballad ("Aria").maniacs2

THE MANIACS è un progetto che va tenuto d'occhio perchè traduce energicamente un vortice di idee che prendono una forma armoniosa: quaranta minuti di ottimo rock granitico.

 

TRACCE

 

1. Scivola via

2. Il lungo addio

3. Se tutti urlano

4. L’imperatrice

5. Intermezzo #1

6. Le cattive madri

7. Bellezza

8. Odio

9. Tu eri, io Ero

10. Intermezzo #2

11. Mi sembra di impazzire

12. Danza macabra

13. Aria

14. Doppio sogno

 

Ascolta "CATTIVE MADRI"

Guarda "Scivola via"

 
[FREE DOWNLOAD] DIECI SITI IN UNA STAFFETTA PER IL DOWNLOAD GRATUITO Di "IL BORDO DEL BUIO"
Scritto da antonio giovanditti   

 

filoqstaffFilo Q è un artista genovese che ha da poco tempo pubblicato il suo ultimo album "Il bordo del buio", articolato e strutturato come un profondo viaggio tra dove c'è luce e dove manca. Il nuovo singolo di Filo è “Di giorno gli incubi hanno sonno” ed è una canzone sintomatica del percorso sulla linea che divide la luce dal buio descritto dal cantautore-elettronico genovese. Inoltre il brano è anche ricco di importanti collaborazioni come Max Morales (pianoforte) Roberto Izzo e Stefano Cabrera dei Gnu Quartet (archi) e Giorgio Pona.

Alessandro Lentati è il regista che ha realizzato il videoclip di “Di giorno gli incubi hanno sonno”: tanti primi piani, un bianco e nero suggestivo e delle immagini che danno una preziosa lettura del brano.

Qui di seguito il link diretto per la visione:

 

Insieme alla pubblicazione del video, Filo Q offre la possibilità del download gratuito dell'intero album in un modo non molto usuale: attraverso una staffetta che si tiene nella giornata di martedì 22 maggio e che coinvolge 10 siti, su ciascuno dei quali sarà scaricabile uno dei pezzi del disco.

Eccoli qui, in rigoroso ordine alfabetico: breakfastjumpers.blogspot.it, www.hatetv.it, www.impattosonoro.it, www.letlovegrow.it, www.music-on-tnt.com, www.osservatoriesterni.it, www.rockshock.it, www.shiverwebzine.com, www.toylet.it e www.vivalowcost.com.

 

VIVALOWCOST ADERISCE ALL'INIZIATIVA CON IL SEGUENTE BRANO:

LA MEMORIA (clicca per scaricare il brano)

 

siticollaboratori

 

 

 

TRACCE


1. Di Giorno gli Incubi Hanno Sonno - www.toylet.it

2. La Memoria - www.vivalowcost.com

3. Illumina - www.shiverwebzine.com

4. Causeffetti - www.osservatoriesterni.it

5. Perso - www.letlovegrow.it

6. Bombardano Parigi - www.rockshock.it

7. Il Sapore - www.impattosonoro.it

8. Amore Maddalena - www.hatetv.it

9. Rendermi Presentabile - breakfastjumpers.blogspot.it

10. Sparire Qui - www.music-on-tnt.com

 

 

Vivalowcost ringrazia Valentina e Unomundo per la collaborazione.

 

Buona visione e buon ascolto!

 

 
Si autodefiniscono "autentici, sinceri, organici" - INTERVISTA A Eildentroeilfuorieilbox84
Scritto da antonio giovanditti   

 

Abbiamo contattato Eildentroeilfuorieilbox84 a cui abbiamo chiesto un pò di cose relative alla loro musica, a internet, alla loro città (Roma)...


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1. Innanzitutto grazie per aver accettato l'intervista, ragazzi. Potreste spiegare a chi non vi conosce (o non vi conosce abbastanza) chi siete, che musica fate? Parlateci un pò del progetto Eildentroeilfuorieilbox84.

Siamo nati in un box destinato al parcheggio di una auto. Un grande complesso di box a più piani,  il nostro numero era l’84. ed ecco box84. poi dopo per non essere solo box + un numero abbiamo aggiunto un’idea filo-taoista di “dentro e fuori” con aggiunta di varie “E” sparse. Il progetto è nato con l’intento di non fare cose noiose e scontate e anche però di darci voce e sfogo. Facciamo la musica che ci esprime meglio, l’Hard-quore.

 

2. Da poco è uscito il vostro album “LA FINE DEL POTERE”. Come mai la scelta di questo titolo? Come sono nati i brani?

Abbiamo immaginato di far parte del governo del mondo … per gioco. se fossimo i tre piu potenti del mondo, cosa faremmo? Nell’ipotesi fantastica di governare il mondo in tre, ci siamo resi conto che la cosa più intelligente da fare potrebbe essere eliminare il nostro stesso potere.

 

3. Come vi rapportate al web? Cosa ne pensate del free-download?

Siamo sempre stati a favore del copyleft e della libera diffusione della musica e dell’arte...motivo per il quale i precedenti tre lavori sono in freedownload sul nostro sito.

4. Cosa ne pensate della vostra città, musicalmente parlando? Si può parlare di una nuova “scena romana”?

A Roma c’è una bella scena... un bel fermento. Direi che sì si può parlare di una scena romana, non so dire se è nuova. sicuramente è cresciuta ed è piu estesa rispetto a qualche anno fa. ci sono molti locali con concerti e c’è tanta musica interessante.

 

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5. Quali sono i cambiamenti (se ce ne sono) rispetto ai vostri passati lavori (“Obecalp”, “Omota’L” e “AnanaB” )?

I primi album sono più istintivi ma anche un po’ più ingenui. Con LFDP siamo più maturi intellettualmente e musicalmente. Sapevamo già dall’inizio cosa volevamo e dove desideravamo arrivare.

 

6. Definite il vostro genere “Hard-quore”: potreste spiegarci di cosa si tratta?

Hard-quore è un soprannome! Chi ci vede dal vivo capisce il motivo del soprannome... siamo di vena hard-core ma anche scanzonata e poi siamo scemi, ma non ci piace la demenza fine a se stessa. L’ Hard-Quore è uno sfogo intelligente, una pratica buffa.

 

7. Come definireste il vostro rapporto con il pubblico che vi segue durante i live? Sempre parlando di live, a cosa pensate quando salite sul palco: gli istanti che precedono l'inizio, durante il concerto e quando finisce?

Prima di salire cerchiamo di concentrarci ognuno nel suo modo. ci diciamo poche cose in serenità, magari solo per sdrammatizzare, perchè in fondo un po’ di tensione c’è sempre prima di ogni data. Poi sul palco cerchiamo di arrivare al pubblico... di mandare tanti segnali anche aldilà della musica...  noi vorremmo piacere sempre e comunque a tutti...Alla fine tiriamo le somme. Dipendiamo molto dalla reazione di chi ci ascolta e ci guarda.

 

8. Potreste consigliare 3 artisti (musicisti/scrittori/pittori...viventi o non, italiani o non...ecc...) che secondo voi oggi meritano di essere seguiti con attenzione?

giorgio: leggo con molto piacere le brillanti opinioni sui fatti del mondo di Slavoj Žižek, un filosofo e studioso di psicoanalisi sloveno

lorenzo: ho visto gli “stomp” una settimana fà e mi hanno segnato tremendamente.

joey:      tutti dovrebbero leggere “il tao della fisica” di Capra

 

9. Potreste definire il progetto Eildentroeilfuorieilbox84 con tre aggettivi?

giorgio: autentici

lorenzo: sinceri

joey: organici

 
"Amiamo sperimentare e contaminare il nostro suono" - INTERVISTA A IO?DRAMA
Scritto da antonio giovanditti   

Abbiamo contattato gli Io?Drama, rock band milanese che in questo periodo sta promuovendo il suo nuovo EP "Mortepolitana". Ecco quello che ci hanno raccontato.

 

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1. Innanzitutto grazie per aver accettato l'intervista, ragazzi. Potreste spiegare a chi non vi conosce (o non vi conosce abbastanza) chi siete, che musica fate? Parlateci un pò di voi.

 

Siamo una band nata a Milano nel 2004. Dopo due EP abbiamo pubblicato “Nient’altro che Madrigali” nel 2007, “Da consumarsi entro la fine” nel 2010 e stiamo lanciando ora l’EP “Mortepolitana”. Amiamo sperimentare e contaminare il nostro suono, ma ancora di più amiamo la dimensione live. 

 

2. Il 2 maggio esce la vostra terza pubblicazione, un EP di quattro brani, una sorta di concept, legato da un fil rouge comune: l'attualità. Ecco, prima di tutto potreste spiegarci da dove nasce l'idea di chiamarlo con un gioco di parole, "Mortepolitana"? Potreste poi raccontarci, su grandi linee, come sono nati i brani?

Fabrizio: “Mortepolitana” è un gioco di parole che mi frulla in testa da circa dieci anni. Mi sembrava la parola perfetta per descrivere la situazione di un cittadino di oggi, precario nel lavoro e nell’essere. I brani sono nati in periodi diversi (“Il fotografo” è il più vecchio, ha circa due anni, “L’amore ai tempi del precario” il più recente) ma si sono uniti quasi spontaneamente.

 

3. Nei vostri ultimi brani si parla anche di internet, facebook (ad esempio in "Il mio profilo")...come vi rapportate al web? Cosa ne pensate del free-download?

Pensiamo che il free-download non possa essere fermato e che debba pertanto essere sfruttato al meglio. Oggi possiamo accedere a canzoni preziose per la crescita della persona e della cultura, e questo è un bene. Se si riuscisse a rinnovare il mercato, e contemporaneamente disciplinarlo, forse il free-download diventerebbe l’arma migliore per proporre musica, concerti, messaggi, nella maniera più variegata possibile. Al momento, purtroppo, rappresenta solo una perdita per le case discografiche e questo paralizza il mercato ai piani alti, con conseguenze gravi per tutti. Ma abbiamo fiducia nella libertà di espressione e di conoscenza, quindi pazientiamo.iodram1

 

4. Nell'EP c'è una bellissima versione di "Samarcanda" di Roberto Vecchioni. Una cover 'casuale' o una scelta ponderata? Cosa significa per voi questa canzone?

I tre brani scelti sembravano parlare della stessa città, dello stesso anno, della stessa gente. Così li abbiamo messi insieme e abbiamo capito che il modo migliore per concludere il disco in maniera sensata fosse inserire la cover di “Samarcanda” per dare quel qualcosa di attuale ed eterno, di italiano, con un pizzico di fiabesco. Il brano riporta un’antica fiaba che a ritmo di danza descrive l’inesorabilità del fato. Era lo spirito giusto per chiudere l’EP: una canzone d’autore, profonda e contemporaneamente scanzonata.

 

5. Quali sono i cambiamenti (se ce ne sono) rispetto ai vostri passati lavori? 

In “Mortepolitana” abbiamo deciso di autoprodurci, come si faceva una volta quando una band decideva, tra un album e un altro, di lanciare sul mercato un lavoro estemporaneo. A differenza dei precedenti lavori, LP dai quali abbiamo estratto dei singoli in un arco di tempo di circa due anni, questa volta abbiamo deciso di lanciare un EP con quattro singoli da diffondere in maniera più serrata in meno di un anno. Ci tenevamo a imprimere questo spirito “fai da te” anche nel suono e negli arrangiamenti, e abbiamo chiesto al fonico Andrea Kemo Ficara di “imitare” il nostro suono live. Per questo motivo abbiamo registrato e mixato il lavoro in meno di un mese, spesso in presa diretta, e scegliendo delle take talvolta sporche o imperfette, ma spontanee.

 

6. Come definireste il vostro rapporto con il pubblico che vi segue durante i live? Sempre parlando di live, a cosa pensate quando salite sul palco: gli istanti che precedono l'inizio, durante il concerto e quando finisce?

Chi viene ai nostri concerti sembra voglia farci sentire con tutte le sue forze quanto alcune canzoni abbiano significato qualcosa per lui. Questa voglia di partecipare, di ballare e di godersi i silenzi, questa attenzione ai concerti elettrici come nei concerti a domicilio, sono per noi fonte inesauribile di forza e ispirazione. Non è facile essere musicista in Italia, soprattutto se proponi inediti. Il pubblico ci aiuta tanto. Prima di salire sul palco non pensiamo quasi niente: è il momento che aspetti ogni giorno e te lo godi: la musica diffusa che si abbassa di volume, le luci che si fanno più soffuse... Durante il concerto non saprei proprio, e comunque è difficile da descrivere. Finito il concerto un po’ ci si gode il relax, un po’ si cerca di capire cosa è andato bene e cosa sia da migliorare.iodram2

 

7. Potreste consigliare 3 artisti (musicisti/scrittori/pittori...viventi o non, italiani o non...ecc...) che secondo voi oggi meritano di essere seguiti con attenzione?

Buttata lì così questa domanda è difficilissima! Ne sceglieremo due dall’underground e uno dall’Olimpo.

- Cristian Sonda: Abbiamo avuto il piacere e la fortuna di realizzare “Mortepolitana” assieme a questo artista milanese sulla scena da molti anni, di cui apprezziamo la sensibilità, lo stile, ma soprattutto il modo di guardare il mondo e l’attualità. Se possibile, ci teniamo a linkare qui il suo sito: http://www.cristiansonda.com/

- Grenouille: ci conosciamo da anni, ma siamo diventati amici solo tempo dopo esserci stimati come artisti. www.grenouille.it

- Fabrizio de André: oggi è attuale e può ancora aiutare la gente a capire, accettare o sconfiggere alcune piaghe morali della nostra società.

 

ASCOLTA GRATUITAMENTE "MORTEPOLITANA" QUI

 

 
[FREE-LISTENING] INSOONER : L'ULTIMO ALBUM È "CAIMANI"
Scritto da antonio giovanditti   

 

insoonerGli Insooner sono una rock band molto interessante proveniente da Varese.Il 16 aprile 2012 è uscito il loro album "Caimani", contenente 8 brani che descrivono, con otimma personalità, l'inadeguatezza e la confusione dei nostri giorni.

Lo stile è molto rock anni '90 con incursioni nella sperimentazione e nella psichedelia. Lo scopo dei brani è evocativo con suggestioni visionarie che trovano terreno fertile anche nelle collaborazioni (Daniele Landi, ex Interno17 - Nicola Manzan, deus ex machina di Bologna Violenta). "Alluvioni" apre l'album: ritmo intenso e melodia orecchiabile. "Caimani infernali" spinge sul clima cupo e sull'ossessività dei riff.

"Sul mare di Okinawa" e "Giuda" sono due canzoni sintomatiche del disco perchè rapiscono l'ascoltatore: sanno ammaliare anche con gli improvvisi cambi di direzione melodica.

"Caimani" è un album che suona bene; non è difficile capirlo.

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TRACCE

 

1 Alluvioni

2 Caimani infernali

3 Sul mare di Okinawa

4 Giuda

5 Icaro nel fango

6 Il panorama dal sole

7 Fionda

8 Istantanea della fine

 

 

Ascolta "Caimani" gratuitamente qui

 

 

 
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