Prossime date del mio Busker Tour

 

Buongiorno a tutti, di seguito le date dei miei prossimi concerti nella strada....grazie a tutti coloro che mi stanno seguendo, è piacere sentirvi vicini...

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PROSSIME STRADE DA PERCORRERE:

 

DOMENICA 18 MARZO: ZONA PORTO (TRANI) via zanardelli

GIOVEDI' 29 MARZO: ESKIMO CLUB, VIA DE CANACCI (FIRENZE)

VENERDI' 30 MARZO: 19/21 UFFIZI (FIRENZE)

SABATO 31 MARZO: 20/23 P.ZZA DELLA REPUBBLICA (FIRENZE)

DOMENICA 1 APRILE: 11/13 E 17/19 P.ZZA MAGGIORE (BOLOGNA)

LUNEDI' 2 APRILE: 11/13 P.ZZA MAGGIORE (BOLOGNA)

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C'è chi viaggia da turista e chi da viaggiatore, mi piace pensare di essere nella seconda categoria

Eccomi qui, appena tornato da Amsterdam. Distese di verde, mulini a vento, fiumi, canali, parchi, immensi parchi. E poi ancora erba, prostitute, casinò, biciclette, tram, autobus, taxi macchine, taxi navetta, taxi bici.

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Un'immensa vetrina dove potersi specchiare e finalmente dirsi: questo sono io con tutti i miei vizi. E ancora luci rosse, luci blu, luci verdi e tutto che si muove di fretta tra risate di plastica e mandibole stanche di masticare. E poi il caro vivere. Mi dico: "vabè è perchè sono in centro", purtroppo non è così. Ma quanto costa l'acqua ad Amsterdam? Quasi quasi conviene godersi dieci minuti di un tenebroso piacere. Ho la sensazione che tutto sia accessibile a tutti e non sempre questa sensazione mi arriva piacevole. A tratti mi sento ingabbiato in un enorme televisore, io e questo enorme televisore che ci guardiamo.

Riavvolgo il nastro, torno al mio viaggio e cerco di allontanarmi da tutto ciò che mi stanca, che non mi fa sentire comodo. Sono certo che Amsterdam non è solo vetrine che cercano di venderti dall'anima al corpo, sono certo che mi trovo in una città del nord europa e che il poco tempo a disposizione voglio viverlo diversamente. Così inizio a camminare e mi inoltro aldilà di piazza Dam verso il museo Van Gogh. Improvvisamente tutto diventa lento, rilassante, estremamente ordinato. Mi dico: "se l'anarchia rende le persone libere, per assurdo dove tutti convivono seguendo delle regole c'è libertà". E la libertà la vedo nel momento in cui io rispetto chi va in bici e chi va in bici rispetta chi va in macchina. Chi va in macchina, ovviamente rispetta chi va in tram. Mi dico: "qui è tutto un rispetto" e mi piace poichè io mi sento tranquillo a poter camminare a piedi, sapendo benissimo che nessuno mi verrà addosso. E quasi mi commuovo quando vedo sfrecciare le bici, sicure che nessuna macchina le andrà addosso. Bici con passeggini annessi e bambini dai capelli biondi e dagli occhi azzurri come il cielo che oggi ci protegge.

Ecco, Amsterdam non è solo erba e prostitute, è una città dalla quale prendere esempio. Ad esempio ad Amsterdam gli artisti di strada sono liberi. Non ci ho parlato e ho voluto immaginare, ma quello che sicuramente vedo, è che si esprimono uno vicino all'altro senza problemi, senza dire: "questo è il mio posto". Ho visto musicisti ad ogni angolo di strada, ho visto bambini giocare ai musei, una sorta di caccia al tesoro tra i quadri di van gogh. Ho visto moltitudini di biciclette e non ho sentito l'aria pesante fare a cazzotti con le mie vie respiratorie... 

Due giorni nei quali ho assaporato un Amsterdam diversa e lontana dalle maglie del BULLDOG. Con quest'aria rilassata anche il sorriso di una giovane sud americana mi arriva più vero e tenero.

Ma il viaggio continua. 

Arrivo in stazione e mi dicono che non ci sono autobus diretti per Eindhoven. Ed eccomi ancora una volta a camminare all'interno di un viaggio. 

Tre studentesse preoccupate più per quello che stanno dicendo e meno per quello che stanno indossando. Una vecchia signora con poesia per ognuna delle sue rughe. Una donna, mi ricorda un personaggio di Tim Burton, mi guarda, mi sorride e mi dice: "Yes, this is Utrecht". E in tutto questo, tu, al mio fianco, mia dolce anima...

Prendo tre treni e un autobus e dopo quasi quattro ore di viaggio, arrivo in areoporto, stanco e felice.

Qui riapro gli occhi, vedo cappellini con su scritto: Amsterdam. Sento ragazzi parlare di erba, cocaina, prostituzione. Vedo facce sconvolte da notti insonni, ancora una volta sorrido e mi dico: "C'è chi viaggia da turista e chi da viaggiatore, mi piace pensare di essere nella seconda categoria"....

Fabio

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Vai e vendi il tuo talento, perchè un talento va pagato

Arrivederci Roma, è stato un piacere conoscerti sotto questo aspetto, un pezzetto di strada. Si concludono oggi i due giorni nella capitale del mio "busker tour". Parto con la consapevolezza di voler ritornare, il processo di iniziazione ha dato i suoi frutti, dolci e amari, e va bene così, mi è sempre piaciuto l'agrodolce...

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Ringrazio William Buca, la sua musica, la sua voce, la sua compagnia. Caro amico, ti auguro di realizzare tutti i tuoi sogni, continua a camminare e non avrai bisogno di diventare famoso per sentirti appagato. Ringrazio gli artisti incontrati, l'iimpegno e la tenacia che giornalmente li contraddistingue nella ricerca della loro "libertà". Ringrazio i cocchieri, i cavalli e tutte le orecchie attente che hanno accolto la mia musica. 

>Ringrazio il sassofono di un vecchio sud americano che guardandomi negli occhi mi ha detto: "vai e vendi il tuo talento, perchè un talento va pagato"..

Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto fin dall'inizio in questo mio progetto. Che fatica ragazzi e che soddisfazione...

Ciao Roma, Roma capoccia...

Ps. Il 18 marzo credo di suonare a Trani...

Buona strada a tutti...

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Buongiorno, mi chiamo Fabio De Matteis e ho una relazione aperta con i miei desideri

 

Oggi il sole splende alto su Roma. Mi piace credere che non aspettava altro, oggi è iniziato il mio "busker tour"

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Entusiasta scendo le scale e mi tuffo in strada trasportando il mio ampli e sulle spalle la chitarra. Appuntamento con William Buca alla Feltrinelli, largo Argentina.

Puntuali arriviamo al Pantheon, centinaia di persone sedute sugli scalini di una fontana e poi, noi, la nostra musica, mosaico dell'aria. Non sento il minimo imbarazzo, sono pronto e mi presento: "Buongiorno, mi chiamo Fabio De Matteis e ho una relazione aperta con i miei desideri", e poi via una dopo l'altra, le canzoni, leggere come fossero petali di una margherita, e la mia voce che dalla pancia si espande nei vicoli della capitale.

Non mi aspetto niente, nessun applauso, nessun riconoscimento, mi ascolto e mi piace così, non voglio essere in nessun altro posto, se non qui dove mi trovo. E come spesso accade quando non ci si aspetta niente, arrivano le sorprese. Così, mentre vado per pennellare l'ultimo accordo, resto ancora qualche secondo con gli occhi chiusi e improvvisamente un unico battito di mani benvenuto arriva alle mie orecchie, beate, e con loro beato io.

Una bambina poggia delicatamente il suo foulard a terra, mi guarda, sorride e si siede. Una scolaresca di ragazzi greci, in cerchio mi balla attorno. E ancora tre fotografi che ripetutamente scattano le loro immagini, mi dicono: "scusa possiamo fotografare? Sai stiamo facendo un lavoro per una scuola"

E poi amici venuti ad incontrarmi, che piacere...Mi sento un anonimo al centro dell'universo. Ho la possibilità di urlare, alzo gli occhi al cielo, tutt'intorno vedo arte e respiro storia.

Ma oggi non è stato solo il giorno della musica, oggi mi sono dato la possibilità di confondermi con chi vive esprimendosi in strada. Così ho conosciuto Plamen, il sassofonista rom che da più di quindici anni è arrivato e vive in italia con la moglie e i figli, anche loro musicisti. Mi dice: "è dura, un tempo guadagnavo tanto, ma oggi siamo davvero in tanti e il comune ha vietato troppe zone, quindi siamo costretti ad ammassarci qui".

Mi spiega le regole che bisogna rispettare per non avere problemi. E' proprio così, esiste un codice che non ha niente a che vedere con le regole arrivate dalle istituzioni. Chiaramente mi dice: "qui non ti puoi mettere, è occupato". Inizialmente, mi infastidisco, continuo ad ascoltarlo, poi capisco che, ancora una volta il potere dall'alto crea guerre su guerre, guerre tra poveri.

Fondamentalmente, a Roma gli artisti di strada non sono liberi poichè devono combattere tra di loro per avere un spazio, e devono combattere con le istituzioni per non combattere tra loro. 

Nel pomeriggio decido di spostarmi in piazza Navona per lasciare spazio a chi fa l'artista di strada per mestiere. E' davvero come se la passione venisse messa in secondo piano, tra di loro non si dicono: "stai qui, vai tranquillo, puoi suonare", bensì "stai qui, vai tranquillo, puoi lavorare". Cambia la piazza ma non la situazione, ma non le regole nelle regole. Vincenzo è romano e da più di trent'anni suona per strada e nella strada si guadagna da vivere. Anche lui si sfoga e mi racconta di come ci sia poca possibilità di uscita da questa situazione, in una città che permette a tanti di suonare, ma in spazi molto ristretti. 

Vincenzo oggi non ha voglia di "lavorare", non ha voglia di lottare, oggi mi lascia il suo spazio, felice di avermi come compagnia....

Sono le sei, in questo sereno pomeriggio romano, stanco ripongo la chitarra nella custodia, spengo l'ampli e mi avvio sulla strada di casa. Ed è sulla strada di casa, alzando il sopracciglio sinistro che continuo a ripetermi: "Ogni minuto passato a suonare in piazza, merita un romanzo"

Buona notte

Fabio

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Non può esserci viaggio senza una strada

 

"Oggi piove e piove forte sulle lamiere volanti. Attaccato alla strada bagnata, consumo le mie scarpe nuove"

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Sono passati sette anni da quando scrissi queste parole. Era il tempo in cui lavoravo in stazione a Firenze. Il mio turno era dalle quattro del mattino alle otto. Quattro ore nelle quali dovevo controllare la qualità dei servizi, la pulizia dei bagni, della sala d'aspetto, dei sottopassaggi. Ma era anche il tempo in cui mi interessava conoscere la vita dei "barboni", di coloro che in un certo modo hanno "scelto" di vivere nella strada. Decisi quindi di unire il dovere al piacere e mi inoltrai nuovamente nell'ignoto.

Sono sempre stato convinto che per conoscere un fenomeno, bisogna necessariamente diventare quel fenomeno, così per qualche mese, la stazione diventò il mio mondo nel mondo, il mondo lontano dalla mia vita quotidiana, io nato in una famiglia comoda, ambiente che non avrebbe mai potuto darmi la possibilità di assaporare, se pur con le spalle coperte, la vita ai margini della società. 

Non può esserci viaggio senza stazione.

Non può esserci stazione senza persone che decidono di spostarsi.

Non può esserci viaggio senza una strada.

Eccomi così ancora una volta a camminare, alla ricerca della mia strda. Sono a Roma, la prima città d'Italia, storia nella storia, inevitabilmente, la mia. Ed è qui, in mezzo a migliaia di persone che il mio senso di solitudine arriva puntuale. Lento cammino, mentre tutto intorno a me corre veloce, come se non ci fosse mai il tempo per fermarsi un attimo per osservarsi, per osservare ciò che succede intorno.

Tutto scorre, è vero, ma è un fluire distratto che ci toglie la possibilità di assaporare il gusto delle esperienze. 

Tutto è rivolto a ciò che faremo tra un'ora, tra un giorno, tra un anno. Immaginiamo il futuro ma non godiamo il presente, e nel momento in cui il futuro diventa presente, c'è subito un altro futuro da immaginare.

Eccomi, io sono qui, un desiderio ha appena bussato alla mia porta, lo accolgo, e mentre tutti corrono via, io mi fermo, sorrido e mi sento felice.

 

Ps. Domani inizia il mio busker tour, spero che non mi passi la voglia...Se non mi passa la voglia, ci vediamo in piazza Pantheon a Roma dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18. Ci sarà con me William buca, amico cantautore, ecco, mi sento già un pò meno solo...

Fabio

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