Recensioni Concerti
Musica on the Road: il blog musicale di Fabio de Matteis

Scritto da quellidilowcost   

 

Inizia il busker tour di Fabio de Matteis che lo porterà a calcare le più belle piazze d'Italia nel suo personalissimo tour di strada. Fabio de Matteis racconterà giornalmente, in esclusiva per vivalowcost, i suoi giorni in giro per la strada.

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Fabio De Matteis è un cantautore di Lesina (FG). Dotato di una voce che si fa strada tra i sentieri delle emozioni e disegna traiettorie melodiche sorprendentemente suggestive, Fabio ha deciso di intraprendere un viaggio che lo porterà a girare per lo stivale senza imposizioni di sorta ("mi sveglio la mattina e decido dove andare", scrive agli interessati al suo busker tour).

A poco tempo dall'uscita del suo debutto discografico (ne ha parlato nella videointervista di Fabio de Matteis a vivalowcost), il giovane cantautore decide di realizzare questo suo desiderio tenuto in standby per anni e di regalarsi (e regalare) un'esperienza che gli permetterà  di portare la sua musica nelle principali città  italiane, tra cui ROMA, FIRENZE, BOLOGNA, MILANO, TORINO, ANCONA e PESCARA. 

In collaborazione con Vivalowcost è nata l'idea di dare la possibilità  a tutti di seguire il busker tour attraverso un Busker Tour Blog che accompagnerà  gli spostamenti del cantautore, il quale racconterà  in prima persona tutto quello che succederà .

Il Busker tour inizia il 7-8 marzo a Roma in piazza del Pantheon per poi proseguire e toccare le principali città  italiane.

Quale migliore occasione per godere di ottima musica on the road? 

 

Per maggiori info visita la fan page di Fabio de Matteis

 
Atterraggio Alieno @ Panenka (Bologna) [CON VIDEOINTERVISTA]
Scritto da antonio giovanditti   

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Lo scorso venerdi 18 novembre 2011 c'è stato il primo concerto di Atterraggio Alieno a Bologna, 

atterraggio2presso il circolo Panenka.Il progetto è ideato da Francesco Falorni, giovane cantautore toscano dallo straordinario estro compositivo. Il suo primo album 'La piena' risale al novembre 2009 ed è un'interessante opera prima con testi scritti bene dotati di una poeticità soave. Per l'inizio del prossimo anno è prevista l'uscita del secondo album 'Il disgelo'. 

La serata al Panenka è stata l'occasione per poter ascoltare dal vivo brani del primo cd e per poter gustare tante anticipazioni sul nuovo materiale.

Ad accompagnare Francesco dal vivo c'è Jacopo Ciani, bravissimo polistrumentista toscano che plasma le melodie con il tocco raffinato del violino, la magia del mandolino e le modulazioni della sega ad arco. Di fronte ad un pubblico silenzioso, attento e rapito da note e parole, i due 'alieni' eseguono i brani in scaletta tra una battuta e un cambio di strumentazione.

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Tra i brani nuovi ci sono 'Canzone d'amore o di minaccia', 'Il tuo male fra i miei denti', 'Vorkuta', 'Un Minuto', 'Ho visto cose', 'Ancora, Ancora', 'Al sole di Giugno' che riscuotono un buon successo e tanti applausi.

La scelta dei brani del periodo primo album ricade sulla poetica ed inesorabile 'Io e te nella merda fino al collo', lo spiraglio di speranza di 'La canzone dell'ottimista', la stupenda ed intima 'To be alone with you' cover di Sufjan Stevens, la allegra 'Nero Petrolio' con il banjo a scandire le bellissime parole "Tu ti allargavi in me come petrolio ed io ti assorbirò...", la dolcezza di 'Saremo ricchi, Amore!', la delicatezza di 'Cervello Lo-Fi' e la straordinaria 'Alaska'. 

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 Quel che resta di questo live sono le emozioni, l'intimità creata dalle canzoni e l'atmosfera sognante di una serata in cui Atterraggio Alieno è riuscito ad accarezzare le corde sensibili dell'audience con un'originalità genuina e pura.


 Lunga vita all'Alieno!!!


 *(Foto di Francesco Fanale)*

 

GUARDA L'INTERVISTA AD ATTERRAGGIO ALIENO

 

 
Miargento live @ Glam Cafe: recensione del concerto
Scritto da Marco "Marsha" Di Mauro   

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Appuntamento dal ginecologo!

Non mi sono sentito mai così donna e la sedia da ginecolo sulla locandina del concerto non mi ha fatto mai così meraviglia, paura, attesa spasmodica, riso di gioia, gioia nel pianto.

La Madama Miargento apre le orecchie come cosce per farsi indagare nell'intimo di una nuova vita. E così, signore e signori, in fondo a questa lunga attesa, c'è la stanza della luce...che pur non fosse quella della ribalta. è pur sempre luce. Stasera, dopo cambi di vestito (formazione), la Signora ha quattro vite da dare alla vita (Dario Buca - chitarra ritmica suonata molto più che una semplice chitarra ritmica; Michele Cerrone - chitarra maleducata, maltrattata, sdraiata, accarezzata; Michele Tozzi - il cantante-crooner che ogni Sinatra vorrebbe dentro la sua gola..ahahah; Antonio Manduzio - tromba aggiunta in qualche pezzo qua e là), quattro vite con cui lei si gioca ancora "la vita"...

 

Veniamo alla luce!

Il figlio adottivo, Antonio Manduzio, qui in veste anche di cantautore piccolo piccolo, esegue una manciata di pezzi tra cui "I Will" del suo amatissimo J. Lennon che ci fa dimenticare gli errori e lo innalza agli onori da eroe in un mondo "dove non esistono gli eroi", come recita l'ultimo suo pezzo.

Ecco le doglie!

La Madama inizia il cammino sonico verso il parto dolce: "L'isola che non c'è" (cover di E. Bennato), dylaniana e dylaniante. Bennato ringrazia. Poi c'è "Polvere nell'aria" (Miargento): ormai si canta tutti. "Ciao amore ciao" (cover di Luigi Tenco), andarsene sognando tra Dario che la funkeggia e Michele che la rock and rolla. Stop and go, ma soprattutto GO! "Creuza de ma" (cover di Fabrizio De Andrè): la rilettura delle acustiche e l'atteggiamento confidenziale della voce del cantante è da mille e una notte...fiabesca! "La lettera dei pazzi" (Miargento feat. Marsha) è un pugno in una carezza. "Aida" (cover di Rino Gaetano) è sempre bella. "Immobile" (Miargento): accenti arruginiti, parafrasando il testo, e pensiero che non resta immobile. E Battisti è invidioso. "Mi distrugge un pò" (Miargento): altro che silenziose trasformazioni! Elettroacustica irrequietezza e aperture ariose, marchi odi fabbrica della band. E poi ancora De Andrè, ancora Battisti, divertenti teatrini d'improvvisazione anni '50, i fantasmi di Cohen sull'arpeggio di Dario e nello sputo di tromba di Antonio in "Dopo di noi", altro gioiello targato Miargento, l'amore di "Libera e diversa" (Miargento) che scivola sulla lama di rasoio ma, leggero, non si ferisce. A seguire, pausa Campari con un barcollante ebbro "Ultimo amore" caposseliano tra amici musicanti, "Disperato erotico stomp" di Dalla in cui Michele fa gemere la chitarra come il più ispirato Harper in steel guitar style.

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Insomma un intervento riuscito, in bilico tra il tributo e l'osare di andare oltre, la messa in scena di sè stessi e delle radici di sè medesimi, delle proprie legittime influenze.

La meraviglia del ginecologo!!!

La Madama Miargento ha speso tutto tra incertezze e azzardi. Non resta che la gioia dopo il travaglio; ma c'è tempo per intonare il cavallo di battaglia: "Ginecologo per vocazione" (Miargento), tra sorriso e poco velata denuncia. Si va a casa se non fosse che si sente sempre più forte un nuovo battito, una nuova vita.

LA MADAMA E' DI NUOVO INCINTA!!!!

Felicitazioni immense.

 

 

 

 

 
Welcome Back Sailors & Soviet Soviet. Recensione del concerto
Scritto da antonio giovanditti   

 

L'accoppiata Welcome Back Sailors e Soviet Soviet è bizzarra. Sono due band non proprio affini da un punto di vista di stile musicale, di atmosfere, di pathos, di sound, di presenza scenica (e tanto altro). E la cosa che mi stimola ad andare a vederli dal vivo è proprio questa diversità. 

wbsI primi ad esibirsi sono i Welcome Back Sailors. Sono in due, sono reggiani, sono giovanissimi, sono uno di fronte all'altro al centro del palco e danno il fianco al pubblico.

Una chitarra elettrica, due microfoni, due 'tavoli da lavoro per l'elettronica' ed effetti vari riproducono i brani del loro ultimo cd: Yes/Sun.

Nel loro live risalta l'uso di una voce potente, a tratti malinconica e molto ben educata, la confidenza nell'uso dei suoni e degli effetti e una concentrazione costante. 

 

Il loro elettro-pop scivola via audacemente e piacevolmente, senza troppe esagitazioni di sorta. 

 È poi il turno dei Soviet Soviet, di cui ho ascoltato qualcosa qua e là per cui ho una vaga idea di quello che mi aspetta.

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Loro sono in tre (basso, chitarra e batteria) e vengono da Pesaro. Dall'intro resto spiazzato: sono molto di più di quello che avevo immaginato ascoltando i brani in giro per il web.

Sono ipnotici, potentissimi, veloci, deflagranti e tecnicamente sanno il fatto loro. Il loro ultimo lavoro è un EP e si chiama Summer, Jesus. Hanno altri album alle spalle e sono amatissimi all'estero dove spesso suonano. Tornando al live, i pezzi sono veloci, tirati, esplosivi, e soprattutto pieno di un postpunk puro e genuino.

Non si riesce a star fermi vedendoli sul palco. Il leader, cantante e bassista non sta fermo un istante, salta, si agita, si butta a terra, suona violentemente in una maniera pazzesca. Ha una presenza scenica da rockstar navigato. L'impatto sonoro e visivo di questa band è molto forte, molto diretto, imponente.

Due preziose scoperte. Decisamente.

 
Italia? Titolo da definire. Recensione del concerto
Scritto da antonio giovanditti   

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Arriviamo a Carpi a tramonto iniziato. Nella bellissima piazza centrale c'è gente, si sente il mormorìo provenire dal vicino teatro comunale, luogo della serata "ITALIA? TITOLO DA DEFINIRE, ideata da Corrado Nuccini (chitarrista dei Giardini di Mirò e dei Vessel). Prendiamo posto in prima fila, il teatro è meraviglioso, sembra ricamato con un eccellente gusto. Guardo il libretto della serata e, oltre alla scaletta delle esibizioni e altre informazioni, mi colpisce la frase che il sovracitato Nuccini usa per introdurre lo spettatore allo spirito della serata:"tutto parte da qui, da questa nazione che sentiamo nostra senza capirne il perché".

Lo spettacolo ha inizio con le letture dello scrittore Angelo Ferracuti (che interverrà alla fine dell'esibizione di ogni artista) in cui emerge una visione   [dura, spietata e amara ma reale] del periodo storico che stiamo vivendo politicamente, socialmente, culturalmente e individualmente. Il suo sarcasmo e la sua aderenza al quotidiano paradosso strappa sorrisi amari e applausi.

Quando le parole lasciano spazio alla musica ecco i Mariposa. Sono seduti, in fila uno accanto all'altro. Il colpo d'occhio è fantastico. Propongono in chiave "semiacustica" dei brani di recente fattura (Chambre, Tre mosse, Pterodattili, Con grande stile, Eccetera eccetera), uno dell'album precedente (Specchio), una cover di "Prete in automobile" di Luigi Tenco interpretata in perfetto stile Mariposa, con un incastro magistrale di suoni ed effetti. Chiudono il loro set con un coro a bordo palco che cattura applausi su applausi.

È poi la volta del cantautore Paolo Benvegnù che, con la sua fidata Fender Jaguar, veste di note e arrangiamenti cuciti su misura alcuni dei suoi brani più suggestivi (Love is talking, Io ho visto e La schiena) per poi omaggiare la serata con la commovente "Povera Patria" di Franco Battiato, dandole una carica emotiva molto molto forte con la sua voce calda e intensa.


A seguire va in scena Le Luci della Centrale Elettrica (alias Vasco Brondi) accompagnato da Stefano Pilia (Massimo Volume) e Rodrigo D'Erasmo (Afterhours) che esegue i pezzi dall'ultimo fortunatissimo "Per ora noi la chiameremo felicità" (Cara catastrofe, L'amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici) mescolandoli a BBB (dei CCCP), Summer on a solitary beach (di Franco Battiato) e La domenica delle salme (di Fabrizio De Andrè). L'interpretazione di Brondi & co. è molto sentita e fa aumentare ancora di più l'attenzione e il piacere nei confronti di questo ensemble straordinario di artisti.

A chiudere la serata c'è Nada. Accanto a lei sul palco ci sono i giovanissimi Criminal Jokers. Da subito l'amore che trasuda dai gesti e dalla voce dell'artista livornese è ricambiata da un pubblico molto entusiasta. "Luna in piena", brano che l'artista presentò a Sanremo nel 2007, scalda il teatro per prapararlo alle canzoni che hanno reso celebre Nada: Amore disperato e Ma che freddo fa. C'è spazio poi per "Vuoti a perdere", brano degli Zen Circus interpretato appunto dall'energica artista toscana. La sua presenza scenica esprime tutta la carica possibile ed immaginabile, senza una sosta. Nemmeno quando è la volta di "Confiteor", sentitissimo omaggio al grandissimo Piero Ciampi con cui Nada incise il brano quasi quaranta anni fa.

La serata termina con lo scroscio di applausi dei tanti spettatori che hanno riempito il teatro comunale di Carpi e il ringraziamento a chi ha sentito la necessità di fare qualcosa per scuotere gli animi da un torpore sempre più pericoloso.