interviste
Si autodefiniscono "autentici, sinceri, organici" - INTERVISTA A Eildentroeilfuorieilbox84

Scritto da antonio giovanditti   

 

Abbiamo contattato Eildentroeilfuorieilbox84 a cui abbiamo chiesto un pò di cose relative alla loro musica, a internet, alla loro città (Roma)...


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1. Innanzitutto grazie per aver accettato l'intervista, ragazzi. Potreste spiegare a chi non vi conosce (o non vi conosce abbastanza) chi siete, che musica fate? Parlateci un pò del progetto Eildentroeilfuorieilbox84.

Siamo nati in un box destinato al parcheggio di una auto. Un grande complesso di box a più piani,  il nostro numero era l’84. ed ecco box84. poi dopo per non essere solo box + un numero abbiamo aggiunto un’idea filo-taoista di “dentro e fuori” con aggiunta di varie “E” sparse. Il progetto è nato con l’intento di non fare cose noiose e scontate e anche però di darci voce e sfogo. Facciamo la musica che ci esprime meglio, l’Hard-quore.

 

2. Da poco è uscito il vostro album “LA FINE DEL POTERE”. Come mai la scelta di questo titolo? Come sono nati i brani?

Abbiamo immaginato di far parte del governo del mondo … per gioco. se fossimo i tre piu potenti del mondo, cosa faremmo? Nell’ipotesi fantastica di governare il mondo in tre, ci siamo resi conto che la cosa più intelligente da fare potrebbe essere eliminare il nostro stesso potere.

 

3. Come vi rapportate al web? Cosa ne pensate del free-download?

Siamo sempre stati a favore del copyleft e della libera diffusione della musica e dell’arte...motivo per il quale i precedenti tre lavori sono in freedownload sul nostro sito.

4. Cosa ne pensate della vostra città, musicalmente parlando? Si può parlare di una nuova “scena romana”?

A Roma c’è una bella scena... un bel fermento. Direi che sì si può parlare di una scena romana, non so dire se è nuova. sicuramente è cresciuta ed è piu estesa rispetto a qualche anno fa. ci sono molti locali con concerti e c’è tanta musica interessante.

 

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5. Quali sono i cambiamenti (se ce ne sono) rispetto ai vostri passati lavori (“Obecalp”, “Omota’L” e “AnanaB” )?

I primi album sono più istintivi ma anche un po’ più ingenui. Con LFDP siamo più maturi intellettualmente e musicalmente. Sapevamo già dall’inizio cosa volevamo e dove desideravamo arrivare.

 

6. Definite il vostro genere “Hard-quore”: potreste spiegarci di cosa si tratta?

Hard-quore è un soprannome! Chi ci vede dal vivo capisce il motivo del soprannome... siamo di vena hard-core ma anche scanzonata e poi siamo scemi, ma non ci piace la demenza fine a se stessa. L’ Hard-Quore è uno sfogo intelligente, una pratica buffa.

 

7. Come definireste il vostro rapporto con il pubblico che vi segue durante i live? Sempre parlando di live, a cosa pensate quando salite sul palco: gli istanti che precedono l'inizio, durante il concerto e quando finisce?

Prima di salire cerchiamo di concentrarci ognuno nel suo modo. ci diciamo poche cose in serenità, magari solo per sdrammatizzare, perchè in fondo un po’ di tensione c’è sempre prima di ogni data. Poi sul palco cerchiamo di arrivare al pubblico... di mandare tanti segnali anche aldilà della musica...  noi vorremmo piacere sempre e comunque a tutti...Alla fine tiriamo le somme. Dipendiamo molto dalla reazione di chi ci ascolta e ci guarda.

 

8. Potreste consigliare 3 artisti (musicisti/scrittori/pittori...viventi o non, italiani o non...ecc...) che secondo voi oggi meritano di essere seguiti con attenzione?

giorgio: leggo con molto piacere le brillanti opinioni sui fatti del mondo di Slavoj Žižek, un filosofo e studioso di psicoanalisi sloveno

lorenzo: ho visto gli “stomp” una settimana fà e mi hanno segnato tremendamente.

joey:      tutti dovrebbero leggere “il tao della fisica” di Capra

 

9. Potreste definire il progetto Eildentroeilfuorieilbox84 con tre aggettivi?

giorgio: autentici

lorenzo: sinceri

joey: organici

 
Videointervista ad ANTONIO MANDUZIO
Scritto da quellidilowcost   

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Antonio Manduzio è uno di quei cantautori senza domatori. Sceglie le parole per evadere dalla gabbia di una PROVINCIA CRONICA. Si lancia dal dirupo della noia del paese per finire ingoiato da un libro di favole dove la parola FINE non esiste. 

Esiste solo il ricordo di una lunga sinfonia che si farà piena di SOL!

 
Una statua a Bologna per ricordare Lucio Dalla
Scritto da quellidilowcost   

 

È partita una raccolta firme per la realizzazione di una statua in onore di Lucio Dalla, artista bolognese recentemente scomparso.

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Riceviamo e pubblichiamo con piacere l'iniziativa promossa dai nostri amici de L'Arengo del Viaggiatore per la realizzazione di una statua di Lucio Dalla nel centro di Bologna, in piazza dei Celestini, a pochi metri dalla casa dove viveva l'artista.

"Lucio Dalla", recita il comunicato dell'Arengo, "sbucava in ogni angolo della città per incontrare ogni bolognese almeno una volta nella vita."

L'Arengo del Viaggiatore propone che per ricordarlo venga eretta in un angolo di Piazza Celestini una statua a dimensione naturale che lo ritragga nel cenno di porgere la mano affinché ogni passante possa contraccambiare.

Appoggiamo l'iniziativa dei nostri amici bolognesi e vi invitiamo a visitare la Fan Page dell'iniziativa e a firmare la petizione online.

 
"Una musica crepuscolare ed intima" - INTERVISTA ai DORA MARKUS
Scritto da antonio giovanditti   

 

25066 428679129941_39108879941_5480268_6117256_n1. Chi sono i Dora Markus? Parlateci un pò di voi, di com'è nato il progetto, degli inizi...

DORA MARKUS: I Dora Markus si danno un nome e cominciano a considerarsi un gruppo nella primavera del 2003. Il progetto inizialmente riunisce 5 persone: Andrea (io) e Roberto Ceccanti, Nicola Sacchini, Alessandro Sintucci e Luca Nobile, in una tavernetta con l'obiettivo di costruire un suono intorno ad una manciata di canzoni scritte da Andrea. Dopo anni di prove e concerti nell'hinterland cesenate nel 2006 veniamo invitati a Radio Deejay da Alessio Bertallot che aveva apprezzato un nostro demo passatogli da un'amica. Splendidi Nuovi Errori, in una versione piuttosto diversa da quella inclusa nell'album dell'anno scorso, viene inclusa nella compilation Altrisuoni Italiani pubblicata da V2. Negli anni continuiamo a trovarci, fare prove, cambiare e stravolgere canzoni. Il 2008 vede l'uscita di Qualcuno EP, prima fotografia di quello che sara l'album "Dora Markus" dell'anno scorso.

 

 

2. Ascoltando il vostro album omonimo uscito lo scorso anno affiora una delicatezza melodica e una capacità testuale rilevante. Come nascono i vostri pezzi? Come avviene l'unione musica+parole?

DORA MARKUS: Inizialmente arriva la musica e qualche parola mugugnata sopra a definire le melodie. Su questo scheletro, spesso registrato chitarra e voce, lavora il gruppo, proponendo arrangiamenti, aggiungendo colori e potenzialmente stravolgendo le intenzioni iniziali. La musica che senti nel disco e' il risultato di anni di "lotte" fra i membri del gruppo per trovare suoni e arrangiamenti che tutti potessero ritenere propri. I testi invece li scrivo in autonomia e tipicamente in un secondo momento rispetto alla musica.

 

 

3. Come definireste la vostra musica con tre aggettivi?

DORA MARKUS: Questa e' difficile. Forse: "crepuscolare", "intima"... il terzo non mi viene, accontentiamoci di due.

 

 

4. Quali sono i vostri orizzonti a breve e lungo termine? Tour? Nuova pubblicazione? Collaborazioni?

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DORA MARKUS: In questo momento siamo in pausa a tempo indeterminato, assorbiti da lavoro e famiglie. Gli amici si lamentano,spronandoci a riprendere gli strumenti in mano, ma per il breve termine non sono previsti concerti o tour. Sto scrivendo nuovo materiale e presto sara' ora di registrarlo. Non mi e' ancora chiaro se sara' un nuovo disco dei Dora Markus o un progetto con un altro nome... comunque e' molto probabile che chiedero' agli altri membri del gruppo di darmi una mano per le registrazioni.

 

 

5. Cosa significa per voi "fare musica"?

DORA MARKUS: Ha significato a lungo trovarci in una tavernetta e scornarci in cerca di un suono, quel suono che ami nei dischi. Rendere reale quello che risuona in testa, condividerlo, riconoscersi nel suo significato. E significa anche l'esperienza umana che ci sta attorno, i posti e le persone che incontri quando ti muovi per suonare.

 

 

6. Voi siete di Bologna; secondo voi oggi si può parlare di una "scena bolognese"? Come definireste i luoghi dedicati alla musica in una città come Bologna?

DORA MARKUS: In realta' solo io sono residente a Bologna, gli altri tre membri del gruppo vivono in Romagna, quindi non so bene come rispondere a questa domanda. Direi che in tutta italia questo e' un momento di difficolta' per la musica emergente, per la mancanza di investimenti a supporto. Le band hanno imparato a fare tutto da se, dalla registrazione al design delle magliette all'organizzazione dei tour, aggirando in parte i limiti del sistema. Bologna e' ricca di locali attenti alla musica emergente, non saprei pero' dire se ci sia una "scena"... Un posto sicuramente speciale per me e' la scuola di musica popolare Ivan Illich nel quartiere Navile. Lontana dalle scene e dalle "mode", un luogo dove si puo' imparare tanto.

 

Ascolta DORA MARKUS in streaming

 

 
"We own afternoon" e molto altro : INTERVISTA A SHELLY JOHNSON BROKE MY HEART
Scritto da antonio giovanditti   

 


tumblr m0bj95Kfjr1qccv4go1_5001. Cosa si nasconde dietro il vostro nome "SHELLY JOHNSON BROKE MY HEART"? Parlateci un pò del vostro progetto.

1) DAVIDE: Beh, è molto semplice; dietro si "nasconde" un omaggio a Twin Peaks e a un suo personaggio (dobbiamo spiegare che cos'è Twin Peaks? no, dai), e poi ci sembrava che tutto insieme suonasse bene, tutto qui.

 

2. Che album è "We own the afternoon" e come mai un titolo così strano per un disco? Quali sono le vostre ambizioni e speranze per la vostra carriera?

2) DAVIDE: Questo "We own the afternoon" è un disco di cui andiamo orgogliosi. Ci abbiamo messo qualche mese a farlo però siamo molto contenti di come è venuto; alla fine riflette (sia nella musica che nei testi) quello che abbiamo ascoltato, visto o vissuto in questo ultimo anno, senza troppi fltri o menate varie. Per quanto riguarda ambizioni e speranze, noi che siamo sani di mente sappiamo bene che la musica è un hobby bellissimo e speriamo di continuare a fare dischi e a suonare in giro il più possibile, o almeno fino a quando avremo voglia, tempo e stimoli per farlo.

 

3. Come nascono le vostre canzoni? Da dove prendete ispirazione? 

3) DAVIDE: Le nostre canzoni nascono in modo molto banale, in sala prove, quando qualcuno di noi ha un'idea di chitarra/basso/batteria, e da quella poi ci costruiamo un pezzo. Poi magari ci scazziamo perché non ci ricaviamo niente di buono e lo molliamo, e magari viene fuori di nuovo dopo molto tempo; oppure ci gasiamo subito e in un'ora lo finiamo; quasi sempre comunque va a finire che il pezzo non è mai finito fino a quando lo registriamo. Ispirazioni ne abbiamo a bizzeffe (ma questo vale per tutti) e credo che si sentano (idem); aggiungi che siamo dei gran citazionisti, e nei titoli, nelle parti strumentali o nei testi, i più attenti sicuramente troveranno tanti "omaggi" più o meno nascosti.

 

4. Cosa significa per voi "fare musica"? SHELLY JOHNSON

4) DAVIDE: Nell'impossibilità di rispondere a questa domanda, in due o in duecento righe, ti rimandiamo all'ascolto di "Aranciata amara" di Caso, soprattutto nel pezzo in cui dice "sia questa musica di nicchia o di merda, quel che conta è che sia onesta".

 

5. Che rapporto avete col pubblico durante i vostri concerti? Cercate un feedback durante il live oppure restate concentrati sui vostri pezzi?

5) DAVIDE: Il feedback, più che cercarlo noi, ce lo deve dare il pubblico, noi non ci mettiamo di certo a gridare "su le mani gente!" al microfono :) Cerchiamo di stare concentrati al massimo sui pezzi, anche perché altrimenti facciamo dei gran pasticci, stoniamo e suoniamo malissimo, e non va bene.

 

6. Potreste indicare 3 personaggi (di qualunque campo artistico) contemporanei che secondo voi oggi vale la pena seguire?

6) DAVIDE: Nel campo musicale, ti cito i Riviera e i Lantern, band romagnole cazzutissime. Poi per cambiare ambito, ti segnalo Louis CK, che è uno stand-up comedian (un comico, via), nonché autore/regista/attore di "Louie", una serie divertentissima, intelligente e amara q.b. , tipo "Love bugs" insomma :)

ANDREA:Posso consigliare, per rimanere in tema di band nostre coetanee, di dare un'occhiata ai nostri sides projects e guardacaso ci sono proprio tre nomi: Goldaline my dear, delay_house e Talk to me...

 

Ascolta "We own afternoon" in streaming gratuito

 

 
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