Marco Parente e il ventennale di EPPUR NON BASTA

eppurnonbastaIl 7 maggio 2017 alla Stazione Leopolda in occasione del festival Fabrica Europa è stato presentato l'album "Eppur non basta" di Marco Parente giunto al suo ventesimo anniversario.

La band sul palco è quella originale, formata da Marco Parente (chitarra e voce), Erika Giansanti e Paolo Clementi (viola), Jeppe Catalano (batteria), Gionni Dall’Orto (basso), Luca Marianini (tromba), Giovanni Gasparini (producer) e Giacomo Costa (visuals e luci). Ospite speciale della serata, la celebre popstar toscana Irene Grandi. Il vinile rimasterizzato è uscito lo stesso giorno e contiene una versione de "Il mare si è fermato" con Bollani e un'inedito "Brazil Brazil.

Il lavoro già al suo esordio pose l'attenzione su questo cantautore sperimentale, fuori dai canoni della tradizionale forma-canzone che veniva reinterpretata in una lettura sospesa tra l'autoralità e la dimensione più avanguardistica. In quest'album c'è tanto anche del David Sylvian che Marco Parente eleva a suo mentore. E così le dinamiche si fanno chiaramente confuse tra l'assenza e la preponderanza, classicismo e espressionismo. Per il cantante e la sua band conta il suono della parola e non la sua moltiplicazione nauseante, la ungarettiana brevità-astrazione più che la dichiarata sequenza di uno storytelling spiegato.

"Il mare si è fermato" è una stupenda wyattiana parentesi evocativa; in "Oio" troviamo la collaborazione di Carmen Consoli in una ballata tropicalista al sapore del magico Caetano Veloso; "Era" e "L'ultima cena" si fanno scambi tra solarità e introspezione, con stridolii e carezze di violini; "Sopra Sopra" è una giga anestetizzata nel ritmo che si contorce tra archi e fiati; "Buone prestazioni" sottolinea la tematica del "sentirsi al posto dell'altro" in un anelito di un futuro sociocentrismo; "Eppur non basta" è una nervosa ballata di viola con un testo essenziale ma emotivamente caratterizzato da un crescendo di parole e strofinii di canto-recitato; all'elettrica "Fuochi di fine millennio" si contrappone la jazzata e free-form "l'aggio scritt'a canzone" il cui testo è di Edoardo de Filippo. "Brazil Brazil" è una bossanova più soffusa, dal testo cubista e visionario. La reinterpretazione di piano di Bollani in chiave jazzpop de "il mare si è fermato" è stupenda e intensa.

Un disco che andava celebrato, fosse solo per quello che ha rappresentato nella scena dei primi anni zero, quando il nuovo cantautorato aveva bisogno di partire non tanto dal classicismo ma da una visione più futuristica del binomio significato-significante, contenuto-contenitore.

LATO A
1. Eppur non basta (intro)
2. Eri
3. L'ultima cena
4. Oio (feat. Carmen Consoli)
5. Il mare si è fermato
6. Sopra sopra
LATO B
1. Buone prestazioni
2. Musica per
3. Eppur non basta
4. I fuochi di fine millennio
5. L'aggio scritt'a canzone
6. Eppur non basta (ripresa)

INEDITI versione digitale:
13. Brazil Brazil (occhio ciclopico)
14. Il Mare si è fermato - Live con Stefano Bollani al Sicurcaiv (Grassina, Firenze)

Marco Pancrex