[GUARDA GRATIS] Anna bello sguardo: la Bologna di Lucio Dalla in un cortometraggio

anna-bello-sguardo-e1362222559739"Anna bello sguardo" non è semplicemente un cortometraggio, è un omaggio intenso, sentito e commovente a Lucio Dalla (artista bolognese scomparso nel 2012) mediante la storia di un bambino. Il regista Vito Palmieri riesce a trasmettere attraverso gli occhi di Alessio (un tredicenne appassionato di basket) la gioia della scoperta e restituisce un genuino punto di vista sulla figura del cantante che abitava in via D'Azeglio. Un giorno, dopo aver visto la foto di Lucio Dalla appunto, morto da appena un mese, ritratto insieme ad Augusto Binelli il pivot della Virtus Bologna, notata l'evidente differenza di statura dei due uomini, Alessio inizierà a capire che l'altezza non è così importante per realizzarsi nella vita, inoltre, riuscirà a conquistare la simpatia di Anna, la compagna di scuola preferita.
Ne viene fuori, di riflesso, un ritratto appassionante e corale di una Bologna che non dimentica chi l'ha cantata e l'ha fatta conoscere.
"Anna bello sguardo" vi piacerà e vi farà venir voglia di rivederlo...

 

 

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* grazie ad Elisabetta per la segnalazione

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LA CASA DI CARLA EP, il nuovo lavoro di Daniele Maggioli

rsz lacasadicarlaepLa casa di Carla” è il nuovo ep di Daniele Maggioli, cantautore anche membro del Duo Bucolico. Cinque brani in cui sospirano parole "mai sprecate" come ci fa intendere l'autore stesso in "Architetture". Composizioni dal range di genere compiutamente ampio. Queste tracce nate come colonna sonora per lo spettacolo teatrale “Approssimazioni”, ora hanno una vita metadrammaturgica che in "L'Aperitivo" ammiccano al jazz-vaudeville che richiama del "Sabato italiano" di Sergio Caputo e la misura vocale del Renga più educato rispetto al periodo Timoria.

"La casa di Carla" ritorna alle atmosfere dilatate di "architetture volume", che ci ricorda una storia del libro Leoncavallo Blues di Alessandra Arachi. In questo pezzo rifà capolino una certa elettronica soft-glitch come tappeto al passaggio di reminiscenze di sonorità di album come "Immolate Yourself" dei Telefon Tel Aviv. "Il cannibale" è una nuova apertura rassicurante di un buon folk-pop che bisticcia tra Manfredi e Stefano Rosso.

A chiudere il lotto "Madame" chiude il cerchio con la destrutturazione della forma canzone. E se chi scrive sta piangendo, ciò significa che i Velvet di qualche album fa non avrebbero toccato meglio le corde del cuore più di adesso, senza cedere troppo la briglia al politicamente corretto nel al sofismo ideologico da riserva indiana. Tutto offre qui soluzioni sonore e dettagli di arrangiamenti che non sono mai scontati pur nella loro generosità di fare atto comunicativo semplice e appassionato. Daniele Maggioni è così. Un musicante (cit. Battiato) come pochi che parla di storie romantiche e a volte divertenti con l'elettronica e le chitarre elettriche, tanto con gli uptempo di autoralità tradizionalpopolare e quanto con le chitarre e i beat di ballate alla Radiohead di "Pablo honey".    

tracce:
1.Architetture
2.L'aperitivo
3.La casa di Carla
4.Il cannibale
5.Madame

Marco Pancrex

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CAMBOGIA, il nuovo disco dei The Bastard Sons of Dioniso

Cover CAMBOGIA previewIl primo dicembre è uscito "Cambogia", il nuovo lavoro dei The Bastard Sons Of Dioniso. L'album è un omaggio a “Cambogia”, ovvero il nomignolo di Gianluca Vaccaro, tecnico del suono e produttore di molta della bella musica italiana, da poco scomparso. Il disco suona come un figlio dei Bluvertigo di Morgan ("Cambogia"), con dritture a cassa rock e chitarre stoner ("Sei solo tu"), tempi storti e aria di anni settanta con tanto di ammiccamenti ai deliri di Syd Barrett in supergruppo con gli Who ("Non farsi domande").

"Coast to coast" spezza l'attacco tutto tirato del disco, con una ballata rock piena di overdrive che ricordano Neil Young e i suoi Crazy Horses. "Lasciamo stare i convenevoli" è punk-hardcore di un Ligabue indeciso tra il suo caro blues e le ariose suite psichedeliche dei Cream. E poi i Flaming Lips ("Venti tornanti"), il bluegrass ( "La seconda Neve").
Tutto molto ben prodotto e ottimamente suonato, se non fosse che quel muro del suono che olea un pò tutti gli ingranaggi del lavoro, fa sembrare il lotto come troppo monocorde, anche nelle sue varie e lodevoli sfaccettature di sonorità e influenze.
Ora per noi serve solo riascoltarlo più volte e tirane fuori l'identità, l'anima se vogliamo.
Assolvere o rendere penitenti adesso è un atto prematuro.

Tracce:

1) CAMBOGIA
2) SEI SOLO TU
3) NON FARSI DOMANDE
4) COAST TO COAST
5) LASCIAMO STARE I CONVENEVOLI
6) VENTI TORNANTI
7) IL FALEGNAME
8) LA SECONDA NEVE
9) BENVENUTI NEL MIO MODO    

Marco Pancrex

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EVOLUZIONI, il nuovo disco de LA BOCCA

laboccaUn disco intenso e intimista: basso, voci e qualche occasionale incursione sonora per un progetto che mira all’essenza della musica e si lascia ascoltare con interesse. “La Bocca”, al secolo Alessandra Lancini e Gian Franco Riva, è un duo che propone un repertorio che dà risalto ai testi ironici e onirici (“Terra”, “Profumo”), nei quali giochi di parole la fanno da padrone: “molte cose sembrano complesse e gli ideali muoiono nelle
compresse” si canta in “Shock”.

Gli arrangiamenti ridotti all’osso riprendono il filone dell’essenzialità di progetti come “Musica Nuda” del binomio Spinetti-Magoni, pur mantenendo una propria identità. “Evoluzioni” è album che fa dell’assenza di fronzoli il proprio punto forte e che si arricchisce della
collaborazione col musicista-comico di Zelig Sergio Sgrilli, coautore del brano “Tre”, che ha partecipato anche alla produzione artistica del disco.

Tracce

1. Terra
2. Alla radio
3. Profumo
4. Ti aspetto
5. Il mondo che mi aspetto
6. Sole nuvole
7. Shock
8. La calma
9. The killing moon
10. Tre

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IL FUTURO E' NELLA TESTA, il nuovo album de Le Furie

Cover Il futuro e nella testa 768x768Il 22 settembere 2017 è uscito per la label Gelsomina e distribuito da Audioglobe, "Il futuro è nella testa", il nuovo lavoro de Le Furie. Il progetto suona solido come un monolite rock, non nascondendo mai una cura delle linee melodiche. Le influenze vanno dallo shoegaze più vicino ai Metz, alle sonorità punk di band italiane come i Ministri ("Camerieri"), passando per ballate sul filo dell'elettrica attitudine dei Verdena di bellissimi album più "pop" come Il Suicidio del samurai("Il mare"). Si parla di lontananze d'amore che arrivano dritte alla semplicità della creazione delle geometrie del pianto e di nostalgie di tempi come i sessanta di cui si rimpiangono il valore e la necessità pedagogica("Artisti da fast food").

"Questo nostro continente" ha la calligrafia di una autoralità alla Sergio Endrigo citato qui non a caso, e l'ultimo Coez. Ma tutto questo non deve essere oggetto di storture di naso perchè non si può fuggire da una affiliazione ormai necessaria al mondo del pop. Certo si vorrebbero le Furie al posto di Coez ma non so se questo essere-non essere ci può portare a qualcosa. Quindi ce ne svincoliamo con una bella e tiratissima "Siamo messi male" dove Manuel Agnelli ci starebbe alla grande a duetto.

Per quanto riguarda "Cucine finte e telefilm" lasciamo perdere la scontata tematica della presunta schivitù mediatica, come per "Caterina" invece focalizziamoci sul fatto che i ragazzi hanno ascoltato dai Radiohead (l'inizio della traccia) ai Placebo nel resto del pezzo, e infine diamo eco al fatto che al di là delle rimurginazioni sul passato, questa band, se continua con questa spontaneità e eterogeneità lirico-compositiva, il futuro sarà ad un metro dalle nostre teste. Quel metro è il colpo di fortuna che vi auguriamo.
      
Tracce:

1.Artisti da fast food
2.Camerieri
3.Il mare
4.Se non avessimo più tempo
5.Questo nostro continente
6.Siamo messi male
7.Confido in te
8.Cucine finte e telefilm
9.Caterina
10.Il futuro è nella testa

Marco Pancrex

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