[GUARDA GRATIS] Anna bello sguardo: la Bologna di Lucio Dalla in un cortometraggio

anna-bello-sguardo-e1362222559739"Anna bello sguardo" non è semplicemente un cortometraggio, è un omaggio intenso, sentito e commovente a Lucio Dalla (artista bolognese scomparso nel 2012) mediante la storia di un bambino. Il regista Vito Palmieri riesce a trasmettere attraverso gli occhi di Alessio (un tredicenne appassionato di basket) la gioia della scoperta e restituisce un genuino punto di vista sulla figura del cantante che abitava in via D'Azeglio. Un giorno, dopo aver visto la foto di Lucio Dalla appunto, morto da appena un mese, ritratto insieme ad Augusto Binelli il pivot della Virtus Bologna, notata l'evidente differenza di statura dei due uomini, Alessio inizierà a capire che l'altezza non è così importante per realizzarsi nella vita, inoltre, riuscirà a conquistare la simpatia di Anna, la compagna di scuola preferita.
Ne viene fuori, di riflesso, un ritratto appassionante e corale di una Bologna che non dimentica chi l'ha cantata e l'ha fatta conoscere.
"Anna bello sguardo" vi piacerà e vi farà venir voglia di rivederlo...

 

 

GUARDA "ANNA BELLO SGUARDO" QUI

 

* grazie ad Elisabetta per la segnalazione

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Marco Parente e il ventennale di EPPUR NON BASTA

eppurnonbastaIl 7 maggio 2017 alla Stazione Leopolda in occasione del festival Fabrica Europa è stato presentato l'album "Eppur non basta" di Marco Parente giunto al suo ventesimo anniversario.

La band sul palco è quella originale, formata da Marco Parente (chitarra e voce), Erika Giansanti e Paolo Clementi (viola), Jeppe Catalano (batteria), Gionni Dall’Orto (basso), Luca Marianini (tromba), Giovanni Gasparini (producer) e Giacomo Costa (visuals e luci). Ospite speciale della serata, la celebre popstar toscana Irene Grandi. Il vinile rimasterizzato è uscito lo stesso giorno e contiene una versione de "Il mare si è fermato" con Bollani e un'inedito "Brazil Brazil.

Il lavoro già al suo esordio pose l'attenzione su questo cantautore sperimentale, fuori dai canoni della tradizionale forma-canzone che veniva reinterpretata in una lettura sospesa tra l'autoralità e la dimensione più avanguardistica. In quest'album c'è tanto anche del David Sylvian che Marco Parente eleva a suo mentore. E così le dinamiche si fanno chiaramente confuse tra l'assenza e la preponderanza, classicismo e espressionismo. Per il cantante e la sua band conta il suono della parola e non la sua moltiplicazione nauseante, la ungarettiana brevità-astrazione più che la dichiarata sequenza di uno storytelling spiegato.

"Il mare si è fermato" è una stupenda wyattiana parentesi evocativa; in "Oio" troviamo la collaborazione di Carmen Consoli in una ballata tropicalista al sapore del magico Caetano Veloso; "Era" e "L'ultima cena" si fanno scambi tra solarità e introspezione, con stridolii e carezze di violini; "Sopra Sopra" è una giga anestetizzata nel ritmo che si contorce tra archi e fiati; "Buone prestazioni" sottolinea la tematica del "sentirsi al posto dell'altro" in un anelito di un futuro sociocentrismo; "Eppur non basta" è una nervosa ballata di viola con un testo essenziale ma emotivamente caratterizzato da un crescendo di parole e strofinii di canto-recitato; all'elettrica "Fuochi di fine millennio" si contrappone la jazzata e free-form "l'aggio scritt'a canzone" il cui testo è di Edoardo de Filippo. "Brazil Brazil" è una bossanova più soffusa, dal testo cubista e visionario. La reinterpretazione di piano di Bollani in chiave jazzpop de "il mare si è fermato" è stupenda e intensa.

Un disco che andava celebrato, fosse solo per quello che ha rappresentato nella scena dei primi anni zero, quando il nuovo cantautorato aveva bisogno di partire non tanto dal classicismo ma da una visione più futuristica del binomio significato-significante, contenuto-contenitore.

LATO A
1. Eppur non basta (intro)
2. Eri
3. L'ultima cena
4. Oio (feat. Carmen Consoli)
5. Il mare si è fermato
6. Sopra sopra
LATO B
1. Buone prestazioni
2. Musica per
3. Eppur non basta
4. I fuochi di fine millennio
5. L'aggio scritt'a canzone
6. Eppur non basta (ripresa)

INEDITI versione digitale:
13. Brazil Brazil (occhio ciclopico)
14. Il Mare si è fermato - Live con Stefano Bollani al Sicurcaiv (Grassina, Firenze)

Marco Pancrex

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MUOVITI, il nuovo disco di MICHELE CRISTOFORETTI

Michele Cristoforetti MuovitiMichele Cristoforetti è un interessante cantante trentino che ha da poco pubblicato il suo disco dal titolo "MUOVITI". Il disco si articola su brani imperniati su un pop dalla matrice melodica che dialoga con testi che riflettono e fanno riflettere sulla vita moderna. Il sound è pieno di spunti interessanti dalla pulizia molto curata a una piacevolezza nel prosieguo dell'ascolto.

Non può non emergere un'onestà intellettuale ed una genuinità nell'approccio ai brani: basta ascoltare canzoni come "Capita che" o come la coinvolgente "Sigaro cubano" (con lo zampino sapiente di Maurizio Solieri) e si tocca con mano il lavoro di fino che c'è dietro. E fa emozionare la bellissima cover de "La storia siamo noi" di De Gregori che Cristoforetti riesce a personalizzare pur senza snaturarne l'atmosfera unica.

Cristoforetti riesce a proporre un disco composta da racconti emotivamente potenti che si attaccano alle orecchie dell'ascoltatore che le farà sue perchè le storie narrate sono un pò di tutti. Il prodotto finale è una delicata magia di musica ed emozioni che affiorano senza troppe sollecitazioni, in maniera naturale.

 

TRACCE

1.Antologia di viaggio

2.L’album delle pose

3.Muoviti

4.Sigaro Cubano

5.Il mio tempo

6.Capita che

7.Bella paura

8.Gente metropolitana (Pierangelo Bertoli)

9.La storia siamo noi (Francesco De Gregori)

10.Sigaro Cubano

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Fabio Concato e il suo nuovo capolavoro GIGI

concato coverIl 12 maggio è uscito "Gigi", il nuovo album di Fabio Concato insieme a Paolo Sabatino che ne ha curato gli arrangiamenti. Il disco è una raccolta celebrativa di vecchie canzoni di Concato riviste, per festeggiare i suoi 40 anni di musica, in chiave jazzistica. Gigi - come dichiara lo stesso Concato - è il nome del padre che lo ha avviato alla musica tra ascolti di Joao Gilberto e le sue sonorità di saudade brasiliana, e tanto tanto altro jazz acustico.

"Sexy tango" è una canzone che mette in evidenza come l'andamento di un un tango, appunto, può essere ravvivato da un tempo più sostenuto in un crescendo di spazzole e contrappunti nervosi di piano. "Gigi" è una ballata di amore e ammirazione di un figlio che vede il padre come un'entità quasi eterea e irraggiungibile nel suo "....giocare con la musica...". La celeberrima "Fiore di maggio" è ancora più dolce, in un delicato gioco di dinamiche sospese e misurate, che lasciano accenti sulle parole più ricche di pathos romantico.

"Tienimi dentro te" è una samba più delicata che ritmicamente si sviluppa al limite dei forti e dei piani. "Buonanotte a te" commuove per il sussurro di parole che circoscrivono una stanza con una finestra affacciata sulla notte aperta verso la lontananza e l'amore. "Tornando a casa" e "Ti muovi sempre" sono esercizi riusciti di combinazione tra brani indimenticabili e loro nuove riletture leggermente più fisiche e muscolari.
"Quando arriverà" è un blues metropolitano dove la voce di Concato sorvola il trio che accenna momenti più funky.
"Rosolina" è un inviluppo di Brasile nella pancia di un Concato che, grazie alle prodezze dei musici di Sabatino, sembra agitarsi al ritmo di una bossanova super coinvolgente.

Tracce:

01. Ti ricordo ancora - (04:37)
02. E' festa - (04:48)
03. Sexy tango - (04:24)
04. Gigi - (07:14)
05. Stazione nord - (04:17)
06. Fiore di maggio - (04:31)
07. Tienimi dentro te - (05:12)
08. Buonanotte a te - (04:10)
09. Tornando a casa - (05:23)
10. Ti muovi sempre - (03:32)
11. La nave - (03:02)
12. Quando arriverà - (03:36)
13. La mia macchina - (04:16)
14. Rosalina - (03:08)

Marco Pancrex

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ELLA GODA, il debutto degli Ella Goda

ella godeIl 10 aprile è uscito il primo album omonimo degli Ella Goda per la Bulbart. Il lavoro è un power-pop che spazia tra chitarrismo elettrico e tappeti di beat elettronici, vagando per disparate influenze che lo rendono un progetto eclettico e imprevedibile. Il singolo "La cura Schopenhauer" è un pezzo alla Baustelle ben scritto e appiccicoso come un bubblegum al sapor di brit-pop; "La mia eredità" sembra un romanzetto di formazione alla Truffault pieno di suoni punk'n'roll anni 90; "Qualcosa di astratto" sembra narrare, prendendo in prestito il fil-rouge de "La noia" di Moravia, l'inappetenza affettiva dei nuovi "indifferenti" e richiama musicalmente i Non Voglio Che Clara e i Northpole.

"Quattro anni" e "Canzone apotropaica" sono due motivetti alla The Smiths che parlano degli effetti collaterali della vita dei "provinciali" di Bianconi verso la ri(e)voluzione; "Uomo e cosa" è una poesia di Marco Ardemagni che sembra una meditazione new age-wave di Battiato mentre "Che cosa rischiamo?" è uno di quegli inni anni ‘80 dei Decibel del semprenuovissimo Enrico Ruggeri.
Insomma tra richieste e donazioni di amore, di traccia in traccia, si può trovare un mondo sonoro e lirico che è pieno di spunti e riflessioni.
Secondo noi un buon disco è riuscito quando sa fare tutto questo caos e disordine tra le standardizzate e scontate vite soniche quotidiane.

Tracce:
1.la cura Schopenhauer
2.la mia eredità
3.qualcosa di astratto
4.quattro anni
5.uomo e cosa
6.che cosa rischiamo?
7.canzone apotropaica
8.solo il silenzio
9.le attese bruciano
10.anni luce da te

 

Marco Pancrex

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