| Contro lo spreco per un vero cambiamento |
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Servono soluzioni immediatamente praticabili. E non solo dall'alto. E' un processo che deve coinvolgere e rendere partecipi imprese, lavoratori, famiglie. Serve un'inversione di rotta. E al paese serve un messaggio chiaro di cambiamento e innovazione. Così, Cgil e Legambiente hanno lavoratoinsieme ad un piano organico di proposte concrete per il rilancio del sistema produttivo italiano. Bene. Serve risparmiare? Ottimimizzare le risorse, sia nazionale che europee? Cominciamo a pensarci seriamente. Tra le linee guida del documento Cgil e Legambiente emerge chiaro: utilità e urgenza delle opere pubbliche. Quali finanziare, quali rimandare. Lotta all'evasione fiscale, qualificazione della spesa pubblica, contrasto agli sprechi. Molto interessante, infatti, la valutazione degli sprechi nel nostro paese, tra trasporti, bolletta energetica e rifiuti, spendiamo milioni in un sistema di gestione, che a conti fatti non funziona. Qui di seguito riportiamo alcune valutazione degli sprechi che quotidianamente produciamo: - Sistema dei trasporti: le esternalità ambientali determinate dal sistema dei trasporti europeo (incidenti, danni alla salute causati dall’inquinamento acustico e atmosferico, dissesti idrogeologici, scempio del paesaggio e consumo delle risorse naturali) sono valutate dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) in 530 MLD di Euro l’anno, equivalenti a circa l’8% del PIL Europeo. Le esternalità che interessano l’Italia sono calcolabili in 80 miliardi di euro. - Sistema energetico: il nostro Paese nel 2008 ha pagato una bolletta petrolifera di circa 58 miliardi di euro. Gli sprechi da recuperare sono enormi. Ad esempio il piano per il risparmio energetico presentato nel 2007 prevede al 2016 un taglio dei consumi del 9,6% corrispondenti a un risparmio annuo di 5 miliardi di euro. E’ questo uno sterminato campo di lavoro cui sono rivolte gran parte delle nostre proposte. - Risorse idriche: secondo una stima consolidata da tempo, ogni anno sprechiamo il 27 % di acqua potabile per una quantità complessiva di 2.143 milioni di metri cubi per un prezzo complessivo di 1.714 milioni di euro. - Ciclo dei rifiuti: gli italiani producono ogni anno 30 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani (circa 500 Kg pro capite anno). Il costo medio di gestione dei rifiuti è di 91,77 euro pro capite anno. Ogni anno spendiamo 5.230 milioni di euro solo per i rifiuti solidi urbani. A questi oneri vanno aggiunti quelli per lo smaltimento di 107,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali prodotti. - Dissesto idrogeologico: nel periodo dal 1945 al 1990 i danni prodotti dal dissesto idrogeologico sono stati stimati in un miliardo di euro l’anno, per 45 miliardi complessivi. . Leggi il testo integrale delle proposte |
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Così, Cgil e Legambiente hanno lavorato
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