[GUARDA GRATIS] Anna bello sguardo: la Bologna di Lucio Dalla in un cortometraggio

anna-bello-sguardo-e1362222559739"Anna bello sguardo" non è semplicemente un cortometraggio, è un omaggio intenso, sentito e commovente a Lucio Dalla (artista bolognese scomparso nel 2012) mediante la storia di un bambino. Il regista Vito Palmieri riesce a trasmettere attraverso gli occhi di Alessio (un tredicenne appassionato di basket) la gioia della scoperta e restituisce un genuino punto di vista sulla figura del cantante che abitava in via D'Azeglio. Un giorno, dopo aver visto la foto di Lucio Dalla appunto, morto da appena un mese, ritratto insieme ad Augusto Binelli il pivot della Virtus Bologna, notata l'evidente differenza di statura dei due uomini, Alessio inizierà a capire che l'altezza non è così importante per realizzarsi nella vita, inoltre, riuscirà a conquistare la simpatia di Anna, la compagna di scuola preferita.
Ne viene fuori, di riflesso, un ritratto appassionante e corale di una Bologna che non dimentica chi l'ha cantata e l'ha fatta conoscere.
"Anna bello sguardo" vi piacerà e vi farà venir voglia di rivederlo...

 

 

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* grazie ad Elisabetta per la segnalazione

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DELUDERTI: MARIA ANTONIETTA E LA SUA LIBERTÀ

MARIA ANTONIETTA cover DELUDERTI 770x770Ascoltando "Deluderti" si resta folgorati dalla lucida spietatezza di Maria Antonietta. È un concetto a cui ci si approda dopo aver assimilato i 28 minuti che intercorrono tra "Deluderti" ed "E invece niente", rispettivamente testa e coda del nuovo disco dell'artista pesarese. "Io non ho intenzione di deluderti ma questa è la mia faccia, la mia fiducia non intatta" è la frase che dà l'inizio a questo nuovo corso musicale e già lascia presagire quello che potremmo trovare all'interno del disco.

"Deluderti" mescola passaggi ragionevolmente romantici a vortici di cruda realtà, le linee melodiche strizzano l'occhio a una linearità orecchiabile che predispone bene l'ascoltatore e lo mette in condizione di canticchiare le canzoni. Ciò non significa che siamo al cospetto di "canzonette usa e getta", tutt'altro. Dai pezzi emerge una profondità ed una ricerca delle cose vere: la consapevolezza che la rabbia può essere uno step necessario, la presa di coscienza che l'amarezza a volte può addolcire e che non è detto che un'esperienza fallimentare debba essere necessariamente un fardello da portarsi dietro per sempre.

Il singolo "Pesci" è di certo l'episodio più riuscito del disco: c'è il giusto equilibrio tra testo (il racconto si fonde amabilmente con la visionarietà) e melodia (dal colpo di basso iniziale alla ritmica di batteria). "Stomaco" ha un musical-appeal elevato e sprigiona una grande dolcezza nel cantato. "Oceani" recupera quella aggressività positiva che ha contraddistinto parte del repertorio di Maria Antonietta. "Cara ombra" e "Vergine" sono due canzoni universali che sanno riassumere bene stati d'animo anche molto contrastanti.MA ph Luca Zizioli

"Da qui voglio dare fuoco alla tua cattedrale e a te che fai la parte della vergine ma non ne hai la stoffa" è uno di quei versi che potrebbero sintetizzare un disco che stupirà chi lo ascolterà. Queste nove canzoni acquisiscono ancora più rilievo e peso specifico se contestualizzate in un panomara musicale italiano attuale dominato da cantanti che non sanno emozionare con una metafora e non si abbandonano alla bellezza.

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STARGAZING, l'album dei Søren

unnamedL'8 dicembre è uscito il lavoro dei Søren, "Stargazing", per la Seahorse Recordings, distribuito da Audioglobe. Il disco mette in luce una scrittura mista tra sonorità slowcore (vedi i Talk Talk) e i più recenti the Low, e una linea di songwriting dark alla Bill Callahan. Tutto questa sinfonica e armonizzata atmosfera nordica con tanto di voce femminile fiabesca che ricorda molto la nostra Pj Harvey degli ultimi album, è contenuta in un lotto di 10 brani di cui  Blood, Sweat and Tears è una cover originariamente eseguita dai Whispers in the Shadow. Il bello del progetto è che si uniforma al suono alternative folk della label napoletana, appunto la Seahorse Recordings dando identità e appartenenza ad una biunivoco scambio di qualità tra etichetta e sua creatura di produzione. Non è un accadimento da poco.

La libertà creativa ne giova perchè trova una guida compositiva che un tempo apparteneva di gruppi storici come i Blessed Child Opera di Paolo Messere e ne da futuro prosequio.
"In my heart", "the foolish one", "Our sky" riverberano ancora della poetica del gruppo suddetto ma si ingegnano di dare una caratterialità che, soprattutto nell'ultima traccia, gestisce bene gli spazi di dinamica tra il piano vocale quasi recitato e le aperture della voce femminile accompagnate da archi sinfonici molto evocativi.
"Everyday Heroes 1" è l'intro della sincopata successiva "Everyday Heroes 2" dove un pizzicare di chitarra ricorda insieme al tutto le opere di Matt Elliott incastrate in tetrini-giocattolo di un semiallegro Patrick Wolf. Filmicamente siamo in territori minimalistici alla Wenders che esplodono in colpi di scena stranianti alla Michel Gondry.

Tutto questo è sintetizzato nella title-track e nel resto del disco.Una piacevole narrazione che quando sembra risultare troppo monolitica trova vie di fuga in voli tra le alte quote e l'orizzonte, ed è la che ti sembra vederli accompagnarci fieri e impavidi i cavalieri Søren: al Grande Inverno.


tracce:

1.Reaching    
2.In My Heart       
3.The Foolish One    
4.Our Sky    
5.Blood, Sweat and Tears (originariamente eseguita dai Whispers in the Shadow)    
6.Horses
7.Everyday heroes 1
8.Everyday heroes 2
9.Stargazing
10.Under a Crimson Moon 

Marco Pancrex

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CANTASTORIE, l'esordio discografico della cantautrice milanese FURIA

FURIASi intitola "CANTASTORIE" il primo passo nel mondo della discografia per FURIA, giovane cantautrice milanese. Il disco vede la suggestiva vicinanza artistica del Maestro Luigi Albertelli, autore di grandissimi successi della musica italiana. I tredici brani che compongono "Cantastorie" delineano il profilo artistico di una ragazza che vuole raccontare e raccontarsi attraverso un viaggio nelle storie della gente del passato che rivive nel presente, è uno spaccato di una visione fatta di ironia e speranze, è la valorizzazione di una ragazza che ha la grinta ed il talento che si accompagnano ad un coraggio artistico che merita di essere apprezzato.

Le parole e le melodie delle tredici canzoni si abbracciano in una magia suggestiva: la realtà cruda con cui FURIA racconta le sue storie apre degli squarci molto interessanti nel modo di vivere il mondo delle canzoni. E così, ad esempio, in "FREELANCE" si parla della libertà di amare, un amore senza vincoli e catene; c'è una emozionante dedica al grande ciclista Fausto Coppi nel brano "CAMPIONISSIMO", una ballata che non può non incuriosire l'ascoltatore. "MANCHI" è un caleidoscopio emozionale ispirato alla sretta quotidianità, in particolare ai femminicidi; l'intimità di "CANZONE AD UN BIMBO MAI NATO" è struggente e commovente. La chiusura del disco è affidata ad una rivisitazione in chiave moderna di un classico della musica italiana: "NON ARROSSIRE" di Giorgio Gaber.


TRACCE

1 Tu sei mio
2 Campionissimo
3 Gulietta (feat. Lella Costa)
4 Ce la invidiano tutti
5 Troppo facile
6 Robot
7 Canzone ad un bimbo mai nato
8 Freelance
9 Prendi Tutto
10 Pa Paya ya-ya (Ciao Marco)
11 Addio Barbie
12 Manchi
13 Non arrossire

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GIACOMO SCUDELLARI – LO STRETTO NECESSARIO

scudellariHa un animo spassoso il primo album di Giacomo Scudellari, cantautore che fa della propria vena di storyteller un inno alla gioia. “Lo stretto necessario” ci racconta che cervellotico e triste non sempre fanno il paio, si può essere intelligenti col sorriso e la penna ispirata di Scudellari ne è un’ottima testimonianza musicale.

“Morirò in una taverna” è il pezzo manifesto di questo progetto folk-acustico, arrangiato con delicatezza e senza fronzoli. Il cantautore mette al centro la parola e propone delle poesie/filastrocche orecchiabili, che riescono ad essere semplici senza cadere nel banale. Un disco ironico, che riecheggia lo stile di mostri sacri del cantautorato italiano (De Andrè e Guccini per citarne solo due).

Una leggerezza di spirito che sa far riflettere, come ci suggerisce la title track: “non è mica detto che è lo stretto necessario ciò che libera di netto, guarda il pesce nell’acquario”.

 

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