[GUARDA GRATIS] Anna bello sguardo: la Bologna di Lucio Dalla in un cortometraggio

anna-bello-sguardo-e1362222559739"Anna bello sguardo" non è semplicemente un cortometraggio, è un omaggio intenso, sentito e commovente a Lucio Dalla (artista bolognese scomparso nel 2012) mediante la storia di un bambino. Il regista Vito Palmieri riesce a trasmettere attraverso gli occhi di Alessio (un tredicenne appassionato di basket) la gioia della scoperta e restituisce un genuino punto di vista sulla figura del cantante che abitava in via D'Azeglio. Un giorno, dopo aver visto la foto di Lucio Dalla appunto, morto da appena un mese, ritratto insieme ad Augusto Binelli il pivot della Virtus Bologna, notata l'evidente differenza di statura dei due uomini, Alessio inizierà a capire che l'altezza non è così importante per realizzarsi nella vita, inoltre, riuscirà a conquistare la simpatia di Anna, la compagna di scuola preferita.
Ne viene fuori, di riflesso, un ritratto appassionante e corale di una Bologna che non dimentica chi l'ha cantata e l'ha fatta conoscere.
"Anna bello sguardo" vi piacerà e vi farà venir voglia di rivederlo...

 

 

GUARDA "ANNA BELLO SGUARDO" QUI

 

* grazie ad Elisabetta per la segnalazione

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STAGES OF A GROWING FLOWER: un esordio sorprendente per MIZA MAYI

49769558 2236256886643469 1758994836645478400 nUn debutto sorprendente che ha tutte le premesse di una splendida rivelazione: già dal primo ascolto “STAGES OF A GROWING FLOWER” suona come un progetto maturo in cui gli arrangiamenti raffinati e coinvolgenti vengono esaltati da una voce che sa come scaldare il cuore. Nata da padre italiano e madre congolese, Miza Mayi si dedica negli anni ad una carriera artistica a tutto tondo, spaziando tra danza, recitazione e canto.

Le contaminazioni di stili e generi hanno un forte imprinting anche nella realizzazione dell’album: si va dal jazz all’RNB, dall’elettro pop al funky. Sarebbe arduo e riduttivo ingabbiare la tracklist in un unico schema di sonorità e l’interpretazione maiuscola di Miza alza il livello di gradimento nell’ascolto e riascolto di ogni singola sfumatura dei brani.

I primi due singoli estratti “Burn down my soul” e “Flowers” sono un ottimo compendio per un progetto dal respiro internazionale che merita di farsi ascoltare al di fuori dai nostri confini.

TRACCE
1.Golden
2.Burn Down My Soul
3.Walk Away
4.The Third Way
5.In My Dreams
6.Jazz That Funk
7.Waters
8.Kundalini Love
9.Assurdité
10.Flowers
11.Tom Tom Town
12.Jazz That Funk (Funk Remixed)
13.Tom Tom Town (Electric Jazz Remixed)

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C'È QUI QUALCOSA CHE TI RIGUARDA: il ritorno di Patrizia Laquidara

copertina patrizia laquidara Un omaggio di una donna per le donne, un manifesto appassionato sul coraggio e le fragilità dell’universo femminile nelle sue più svariate sfumature: “C’è qui qualcosa che ti riguarda” è il nuovo disco di Patrizia Laquidara, un progetto musicale indipendente di quattordici tracce, frutto del crowdfunding, che sa prendere il meglio della canzone d’autore italiana e shakerarlo con arrangiamenti dalle sonorità contemporanee.

“Io sono caduta da mille marciapiedi pensando fossero abissi” canta così Patrizia Laquidara nel singolo “Marciapiedi” ed è un verso delicato e ironico che condensa al meglio lo spirito dell’album, la lucidità amara di chi sa ancora concedersi la leggerezza di sognare. La voce di Patrizia Laquidara impreziosisce ogni traccia, estensione e interpretazione della cantautrice danno forma sonora alle emozioni di una vita in continuo mutamento: “Sono la stessa di una volta, non sono più quella di prima” canta ne “Il resto di tutto” scritta da Joe Barbieri.

Nella sua carriera Patrizia Laquidara ha scelto la sperimentazione come costante motore della propria creatività, senza mai cadere nella tentazione di ripetersi, la cantautrice ha indagato linguaggi e sonorità regalandoci in ogni album un crescendo di rara bellezza.

TRACCE

1.C'è qui qualcosa
2.Marciapiedi
3.Sopravvissuti
4.Bello Mondo (Ti ho vista ieri)
5.Amanti di passaggio
6.Acciaio
7.Preziosa
8.Il cigno
9.C'è qui qualcosa che ti riguarda
10.Nordestereofonico
11.L'altra parte dell’altra
12.Pesci muti
13.La luna
14.Il resto di tutto

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Different Times: il nuovo disco dei Giardini di Miro'

rsz gdm differenttimes coverhrQuando uscì "Rise and fall of academic drifting" era il 2001, non avevo mai ascoltato nulla dei Giardini di Mirò, non sapevo cosa fosse il post-rock e associavo la musica strumentale alla noia totale. Amo i Giardini di Mirò dal 2001, quando quell'ora scarsa di musica deflagrò prepotentemente tra i miei ascolti. Fu tutto casuale ed oggi benedico quella scelta. Ma facciamo un passo in avanti...

I Giardini di Mirò hanno pubblicato lo scorso 30 novembre 2018 per 42 Records il nuovo disco dal titolo "Different times". Si tratta di nove brani inediti che ripagano la lunga attesa (sono passati 6 anni da "Good luck"). Innanzitutto il nuovo disco vede la collaborazione di Giacomo Fiorenza che ha prodotto il sopracitato “Rise and Fall of Academic Drifting” e lo straordinario ”Punk... Non Diet!”. Il viaggio della band emiliana è una rapsodia sonica che non lascia spazio a supposizioni, dubbi o frasi a metà. I Giardini di Mirò sono tornati alla grande.

I tempi non sono nè migliori nè peggiori rispetto al passato, sono diversi (come suggerisce il titolo). Il tempo ha fatto il suo corso ed ha consegnato nelle mani di Jukka Reverberi, Corrado Nuccini, Luca Di Mira, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi, Lorenzo Cattalani la consapevolezza che la musica può ancora smuovere emozioni e rinnovare la magia di una melodia: "Different times" che dà il titolo al disco è la prova che il post-rock non è morto. In molti forse si chiedevano dove fossero finite le ispirazioni di brani come "Pet life saver" o "Trompso is ok"; ecco, il brano che apre il nuovo disco darà a tutti la risposta.

Il nuovo disco è anche un labirinto di collaborazioni: dalla bellissima voce di Any Other in "Don't lie" a Robin Proper-Sheppard dei Sophia in “Hold On” passando per Glen Johnson dei Piano Magic in “Failed to Chart” e Daniel O’Sullivan nella finale “Fieldnotes”. Se questo disco fosse una squadra di calcio potremmo dire che ha espresso qualità e quantità in egual misura, cercando l'equilibrio tra le parti e spingendo al massimo allo scopo di raggiungere l'obiettivo.

I Giardini di Mirò è un meraviglioso incantrsimo che si rinnova ad ogni disco e ad ogni concerto. La loro grandezza sta nel non dare punti di riferimento rassicuranti, generare nell'ascoltatore il brio dell'imprevedibilità suscitando stupore ed ammirazione. "Different times" è l'ennesima prova che i Giardini di Mirò sono dei fuoriclasse, una band che porta avanti con coraggio un discorso artistico iniziato più di 20 anni fa. C'è solo da applaudire.

TRACCE
01. Different Times
02. Don’t Lie (w/ Adele Nigro – Any Other)
03. Hold On (w/ Robin Proper-Sheppard – Sophia)
04. Pity the Nation
05. Failed to Chart (w. Glen Johnson – Piano Magic)
06. Void Slip
07. Landfall
08. Under
09. Fieldnotes (w/ Daniel O’Sullivan)

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STORIA DI UN EQUILIBRISTA: IL NUOVO DISCO DI STONA

stonaVoce calda e sonorità luminose, Stona propone il progetto discografico "STORIA DI UN EQUILIBRISTA" che punta sul cantautorato generazionale, raccontando opportunità e riflessioni profonde dei ragazzi di quarant’anni, in bilico tra il senso di responsabilità e la voglia di mettersi ancora in gioco.

Il disco si avvale della produzione di Guido Guglielminetti, storico collaboratore di Francesco De Gregori, e punta su ritmi latini e testi ironici, che si esaltano in brani come “Belladonna” (Vincitore del Biella Festival 2017) o nell’azzeccato duetto con la talentuosa cantautrice Chiara Ragnini ne “L’agio del naufragio”.

In una narrazione musicale orecchiabile senza mai risultare stucchevole, Stona riesce a dosare negli arrangiamenti parti acustiche ed elettroniche trovando nel pop la giusta dimensione, una via maestra che percorre senza troppi timori reverenziali: come nella suggestiva “Troppo pigro”, brano vincitore ai FIM AWARDS 2018.

“Storia di un equilibrista” è un album che si lascia ascoltare volentieri per le sue ritmiche coinvolgenti e per l’attitudine nel vedere il bicchiere mezzo pieno (un positivismo che oggigiorno merita di essere sottolineato) dei testi, dote preziosa in un’epoca di chiaroscuri musicali e non solo...

TRACCE

1.STORIA DI UN EQUILIBRISTA
2.NEL MIO ARMADIO
3.STREAMING
4.BELLADONNA
5.L’AGIO DEL NAUFRAGIO
6.TROPPO PIGRO
7.GAMBERI
8.MANNEQUIN
9.SONAR
10.SANTA PAZIENZA

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