VIDEOINTERVISTA E PHOTOGALLERY : DANIELE FARAOTTI

farLa Daniele Faraotti Band è un trio (Daniele Faraotti - Voce e chitarra / Ernesto Geldes - Batteria / Enrico mazzotti - Basso) che ha pubblicato per Bombanella Records "Canzoni in salita" a metà 2012, secondo album del gruppo. I tre mescolano perbene le carte ed ottengono un mix di indie, rock, pop, progressive, e molto altro. Il risultato finale è come un'esplosione di colori, migliaia di riflessi, partendo da ritmiche poderose e spesso dispari, passando per melodie accattivanti fino ad arrivare ad una visione del fare musica da un punto di vista molto originale. Ascoltando l'album colpisce lo stile della Daniele Faraotti Band che non segue schemi o clichès preordinati perchè rifugge da paletti e limitazioni artistiche che spesso ingabbiano i compositori di musica oggi. Ecco, due caratteristiche che emergono da queste dieci canzoni è la libertà e il coraggio che il gruppo ha dimostrato nel plasmare un 'viaggio musicale' che non strizza l'occhio a mode o a trend. Anche di "Canzoni in salita" abbiamo parlato con Daniele Faraotti che, con la massima disponibilità e gentilezza, ha risposto alle nostre domande. Buona visione.


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"Ormai fa molta più sensazione un nuovo ascoltatore che una nuova band" : INTERVISTA AI VAN HOUTENS

Abbiamo contattato via mail i Van Houtens che da pochissimo tempo hanno pubblicato l'album "Flop". Ci hanno raccontato un pò di cose tra ironia e consapevolezza..

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Chi sono i The Van Houtens secondo i Van Houtens?

Una band di sopravvivenza metropolitana

 

Da dove deriva il nome della band?

The Van Houtens è lanagramma diHeavens hot nuts

 

Come si è formata la band?

Qualche anno fa ho acceso il computer, registrato dei brani e poi ho fatto finta che insieme a me ci fossero anche altre persone

 

Nel maggio 2012 è uscito il vostro album dal titolo "Flop". Quali sono gli ingredienti di questo disco?

Si tratta di dieci brani catalogabili nella macro-categoria “POP”, sono in inglese quindi non così interessanti per il panorama italiano attuale…a me piacciono quasi tutti

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Di quali argomenti avete parlato?

Cristian detto “Soldi”, il nostro produttore, non ha voluto inserire i testi nel booklet dell’album. Non è stata una scelta volta al risparmio in tempi di austerity, il motivo è da ricercarsi nella banalità dei testi. Adesso però sto provando a scrivere un brano che tratta di una proposta libertaria per una politica dei limiti allo sviluppo, ma sono ancora in alto mare.

 

Come sono nate le canzoni (sia da un punto di vista testuale che per quanto riguarda gli arrangiamenti)?

Non mi piace scrivere testi introspettivi, di protesta o canzoni d’amore standard…preferisco  raccontare di A che si innamora di B e poi arriva l’imprevisto C. Chiaramente A, B e C possono essere persone di qualsiasi sesso, ma anche vizi, macchine sportive o prodotti alimentari. Per quanto riguarda gli arrangiamenti bla bla bla.

 

Ascoltando "Flop", l'ascoltatore viene catapultato in una dimensione quasi ludica, giocosa e colorata. Da dove avete preso spunto per concepire questi brani?

I brani sono nati per gioco e  penso che, nonostante siano passati sotto la gogna di uno studio di registrazione, la dimensione ludica si possa comunque percepire.

 

Quali sono i vostri impegni futuri?

Sposarci

 

Tour, collaborazioni, registrazioni?

Stiamo facendo un po’ di  date qua e là, seguite gli aggiornamenti sulla nostra pagina facebook. Dal vivo suoniamo tutte le canzoni dell’album tranne una e parliamo molto con il pubblico, che raramente risponde. A fine ottobre uscirà “I Want to Tell you”, il nostro secondo singolo con tanto di videoclip…so che tutti parlano bene delle proprie cose dunque evito di dire che il pezzo è molto catchy e il video è davvero figo (anche se non contiene immagini pornografiche).

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Se doveste consigliare tre artisti contemporanei (band, cantanti, scrittori, pittori, attori...) quali sono i primi tre nomi che vi vengono in mente?

Enver, un writer della nuova scuola di Manhattan, molto bravo. C’è questo stucchista (lo stucchismo è pittura figurativa in opposizione all'arte concettuale), Simòn Sac, che fa delle cose davvero interessanti. E poi ci piace molto anche Dente. 

 

Cosa ne pensate del trattamento riservato oggi alla musica in Italia, dalla possibilità di emergere alle difficoltà nel trovare date per potersi esprimere?

Ormai fa molta più sensazione un nuovo ascoltatore che una nuova band.

 

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"East Rodeo è un organismo mezzosangue": intervista agli East Rodeo

A fine settembre 2012 è uscito "Morning Cluster", l'ultimo disco degli East Rodeo. Abbiamo contattato la band per farci raccontare un pò del loro progetto, della loro musica, del loro futuro e dei loro gusti musicali. Buona lettura.


179346 494402881276 8346173 n1. Chi sono gli East Rodeo? Come definireste la vostra musica? Parlateci del vostro percorso artistico.

Alfonso Santimone : East Rodeo è un quartetto croato/italiano. Direi un organismo mezzosangue per natura. Alen e Nenad sono mezzo serbi e mezzo istriani, Federico mezzo polacco e mezzo padovano nato e cresciuto e residente a Roma, io sono mezzo ferrarese e mezzo salernitano e per la precisione ebolitano. La nostra musica si definisce di conseguenza come una naturale propensione alla ricerca continua. Un costante desiderio di superarsi. La tensione verso un meticciato che per noi come individui e come gruppo è una condizione naturale. Così come il nostro percorso musicale è fatto di una quantità enorme di esperienze diverse : il jazz, l'improvvisazione radicale, il rock, l'elettronica in tutte le sue forme, la musica contemporanea, il teatro, le sonorizzazioni di performance e video, etc.

 

2. Il 24 settembre esce in Italia "Morning Cluster". Perchè questo titolo? Cosa c'è alla base di questo disco? Di cosa parla? Quale è stato il processo evolutivo che vi ha portati a concepire quest'ultimo album?

Alfonso : Su titolo e contenuti testuali lascerei la parola a Nenad che dei testi è l'autore. Posso senz'altro dire che il titolo originario voleva essere “Identity Smugglers”, “contrabbandieri di identità”. Mi pare dica molto delle nostre intenzioni artistiche e del nostro istinto espressivo.
Credo che questo lavoro rappresenti un tentativo di lettura della fase che l'Europa sta attraversando e contemporaneamente un tentativo di superare il postmoderno. Sicuramente nella nostra musica si intuiscono tanti riferimenti a cose che amiamo ma il tentativo è quello di costruire un linguaggio nettamente “nostro”. In generale vorrei non sentire più parlare della musica in termini di “genere” o di “file under”. Vorrei sentirne parlare in termini di significato e linguaggio. Tornare ad un tempo in cui c'è..tempo per confrontarsi con l'arte al di fuori della vacua rapidità del mercato. Un tempo in cui si possa andare in profondità da parte di chi crea e di chi fruisce.

 

3. Ascoltando il disco, molti sono gli input che arrivano all'ascoltatore: il riuscito connubio tra rock, elettronica e noise, un gusto elegante per le atmosfere cupe, l'uso dell'elettronica come mezzo unico di comunicazione (come in "Ballad of LC"), la rilassatezza di melodie eteree (come nella bellissima "Straws in glass"). Cosa vi ha ispirato nella scrittura delle melodie e dei testi di questo album?

Alfonso : Le melodie sono spesso dilatate, fanno da contrasto a ritmiche molto stratificate e a volte complesse che in qualche modo si ricollegano alla tradizione ritmica delle musiche balcaniche, ma senza un collegamento esplicito e “da cartolina”. Abbiamo la presunzione di pensare che le tradizioni per sopravvivere debbano svilupparsi e non rimanere stampate su una cartolina.

 

4. "American Dream" è un brano stupendo che d'improvviso esplode con una parte cantata dirompente sostenuta da una melodia potente che si contrappone alla sognante "Step away from the car". Come riuscite, nelle vostre canzoni, a bilanciare il 'soft' con un più deciso 'heavy'?

Alfonso : E' una cosa che ci viene naturale. Il gioco degli opposti ci affascina e compositivamente ci è utile sul piano dinamico.eastr

 

5. Al disco hanno collaborato nomi celebri della musica internazionale: da Marc Ribot (Tom Waits, John Zorn, Vinicio Capossela, Lou Reed, ecc.) a Greg Cohen (Tom Waits, John Zorn, David Byrne, Laurie Anderson, ecc.) a Warren Ellis (Nick Cave and the Bad Seeds, Dirty Three) per arrivare a Ivana Saiko e Giulio Favero (Teatro degli Orrori, One Dimensional Man). Qual'è stato il loro apporto alla realizzazione del cd? Come si sono rapportati con la vostra musica?

Alfonso : Marc e Greg avevano avuto parole lusinghiere sul nostro precedente “Dear violence,”. Conoscevo Marc e Greg precedentemente per motivi di dischi registrati insieme, di amici in comune e di città condivise. Ci è parso naturale coinvolgerli. Warren ha partecipato di sua spontanea volontà senza che noi gli chiedessimo nulla. Gli è capitato di sentire il premaster a Parigi dove Vedran Peternel che ci fa da fonico dal vivo ha uno studio. Ha voluto fare una take su “Step Away from the Car” semplicemente perchè gli è piaciuto il pezzo. Grazie Warren! Con Greg si è andati in studio inseme alle Officine Meccaniche a Milano dove abbiamo registrato tutto in diretta. Un pomeriggio da ricordare per il grande piacere e divertimento! La collaborazione di Ivana è preziosissima. Si tratta di una grandissima drammaturga e letterata Croata. Oltre che di una cara amica. Giulio ha seguito tutto il mix del lavoro. Anche con lui splendide giornate di brain-storming sonoro. Marc ha registrato alcune take a NYC e noi le abbiamo montate e filtrate con l'elettronica per renderle più organiche al tutto evitando la logica dell'assolo, che tendiamo a evitare sempre.

 

6. Consigliereste 3 artisti (tra cantanti, band, pittori, scultori, disegnatori, scrittori...) che oggi in Italia, secondo voi, meritano di essere seguiti con particolare attenzione?

Alfonso : Ce ne sono tantissimi, non saprei dirne soltanto tre. Consiglio a tutti gli appassionati di arti di essere curiosi, di andare oltre a ciò che è piu' visibile. I tesori più preziosi si nascondono laddove nessuno li vede. Ci vuole ricerca e improvvisazione esattamente come chi l'arte la fa.

 

7. Musicalmente ed artisticamente quale è il vostro 'sogno', l'ambizione a cui aspirate?
Alfonso : Comunicare con il pubblico in maniera biunivoca. Renderlo partecipe del processo della significazione. Avere le idee chiare su ciò che di volta in volta vogliamo dire e saperlo dire in un modo personale e riconoscibile. Attraverso questo fare una musica che faccia pensare ai temi importanti dell'esistenza e dell'inesistenza. Che abbia un forte impegno e un potenziale “virale”.

 

Guarda il videoclip ufficiale di "Step away from car"

 

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VIDEOINTERVISTA E PHOTOGALLERY : OFELIADORME

ofeldorAbbiamo incontrato Francesca e G-Mod degli Ofeliadorme, rock band bolognese d'adozione che è in fase di registrazione del suo secondo album. Dopo gli ottimi riscontri di "All harm ends here" (uscito agli inizi del 2011), gli Ofeliadorme hanno intrapreso un lungo tour che li ha portati a suonare anche all'estero (Francia ed Inghilterra) ed ora sono pronti per concretizzare le idee per il loro nuovo album. Ci hanno parlato anche di questo nell'intervista che ci hanno concesso. Durante l'intervista, inoltre, c'erano gli obiettivi di Lucia Ferrazzano e Francesco Fanale che hanno regalato il loro punto di vista fotografico, catturando gli attimi più suggestivi in una ricchissima e bellissima photogallery.

Buona visione.

 

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Ascolta gratis le canzoni degli Ofeliadorme

 

 

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Videoreport e Photogallery di Tutto Molto Bello 2012

tuttomolCOVERDomenica 30 settembre 2012 si è tenuta a Bologna la seconda edizione di TUTTO MOLTO BELLO, torneo di calcetto per etichette indipendenti. Hanno partecipato sedici etichette (Trovarobato, 42 Records, Bomba Dischi, Foolica Records, Garrincha Dischi, La Fabbrica etichetta indipendente, La Tempesta, Libellula Music, OTR Live, Irma Records, Promoter All Stars, To Lose La Track, Unhip Records, Urtovox, We Were never being boring, Woodworm) che si sono sfidate in emozionanti sfide calcistiche.

La vincitrice del torneo è stata Trovarobato con un rollino di marcia di tutto rispetto. Nella giornata ci sono stati degli showcase acustici di Honeybirds & the birdies, L'orso, Med in Itali, Mr. Brace, Kafka On The Shore e, a chiusura della manifestazione, il secret concert di Jennifer Gentle. Ottima la risposta del pubblico e favolosa l'atmosfera respirata in una giornata che Vivalowcost ha  seguito e documentato con un videoreport ed una cascata di fotografie scattate dalle abili mani di Francesco Fanale e Lucia Ferrazzano. Buona visione.

 

 

 

 

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